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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/01/2010  -  stampato il 08/12/2016


Un condannato a morte fuggito

Dopo aver subito un durissimo interrogatorio della Gestapo, un prigioniero politico cerca di darsi alla fuga, ma viene catturato e rinchiuso nella cella di un carcere.

Da quel momento in poi il detenuto cerca in tutti i modi di darsi alla fuga nonostante l’arrivo di un compagno di cella che lo spia e lo tiene sotto controllo. La sopraggiunta condanna a morte aumenta le sue intenzioni di fuga e nonostante l’angoscia, alla fine riesce ad attuare il suo piano e a riconquistare la libertà. La storia è ambientata a Lione nel 1943, dove il tenente Fontaine, uomo della Resistenza, è arrestato e condannato a morte per aver fatto saltare un ponte . Riuscirà però ad evadere grazie all'aiuto degli altri prigionieri.

Ottimo film di Robert Bresson, che con questa pellicola vuole trattare più il tema umano e della libertà, che non la vicenda della detenzione e dell'evasione.

Il regista francese si sofferma a lungo sul protagonista, con primi piani sul volto e sugli oggetti che utilizzerà per la fuga. Indovinatissime le musiche di Mozart che si combinano con il rumore dei passi dei nazisti o con le chiavi dei cancelli.

Bresson utilizza attori non professionisti e cerca di porre al centro del film l'atmosfera che vive l'uomo all'interno del carcere, eliminando tutti i riferimenti storici tanto che non viene inquadrato quasi mai l'esterno, ma tutto è girato all'interno del carcere, specialmente nella cella. Il film ha vinto a Cannes il premio per la migliore messa in scena. François Truffaut lo ha definito uno dei migliori film francesi degli anni cinquanta.