www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/11/2015  -  stampato il 10/12/2016


Quando il pesce piccolo mangia il pesce grande: il Dipartimento dei Minori si prende Esecuzione Penale Esterna

Il nostro caro Ministero della Giustizia ci ha abituati a tutto  e ultimamente ci ha insegnato anche che il famoso proverbio "pesce grande mangia pesce piccolo" prevede delle eccezioni come nel nuovo “Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità” disegnato a tavolino dalla recente riorganizzazione del Ministero, che a breve sarà attuata appieno.

Dal sito web del Ministero della Giustizia: per la riorganizzazione del Ministero della Giustizia “ … si è tenuta presente l’esigenza di attuare una valorizzazione delle esperienze tecnico-professionali già maturate in taluni settori dell’amministrazione, come quello dell’esecuzione penale esterna” (www.giustizia.it).

Valorizzare le esperienze già maturate? ... abbiamo qualche dubbio.

L’esecuzione penale esterna per esempio.

Istituita con D.P.R. n. 55 del 6 marzo 2001, è stata concepita con il rango di Direzione Generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e tra i suoi Direttori ci sono stati personaggi di “spicco”: Riccardo Turrini Vita (ora direttore generale personale e formazione), Luigia Mariotti Culla (in pensione) e ultimo, Emilio Di Somma (in pensione pure lui).

Le competenze dell’esecuzione penale esterna del DAP, erano: 

a) compiti di indirizzo e coordinamento delle attività degli uffici territoriali competenti in materia di esecuzione penale esterna e “gestisce” circa 30/50mila persone (in base agli anni e alle politiche sulla detenzione) da reinserire nella società civile;

b) rapporti con la magistratura ordinaria e di sorveglianza, con gli enti locali e gli altri enti pubblici, con gli enti privati, le organizzazioni del volontariato, del lavoro e delle imprese, finalizzati al trattamento dei soggetti in esecuzione penale esterna;

c) gli uffici locali di esecuzione penale esterna assicurano l'esecuzione delle misure alternative alla detenzione, delle sanzioni penali non detentive, nonché delle altre sanzioni e misure penali che si eseguono nella comunità.

Ora, queste competenze confluiranno nel neonato Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Ci saranno persone e interi uffici da spostare, riorganizzare, riassestare, per svolgere gli stessi compiti che svolgevano prima all’interno del DAP.

Ora le questioni sono due: o l'esperienza di 15 anni di DAP di esecuzione penale esterna non è servita a nulla (ma allora si dovrebbe chiedere il conto ai vari Dirigenti) oppure, più probabilmente, si è voluto "salvare" un Dipartimento che, altrimenti, non avrebbe avuto ragione di esistere in tempi di spending review.

A pensar male si fa peccato ... ma spesso ci si azzecca.

A qualunque uomo di strada, discutendo della riorganizzazione del Ministero della Giustizia, sarebbero balzate agli occhi le incongruenze di un Dipartimento come quello minorile che, con 97 strutture territoriali e 4 uffici centrali, gestisce la detenzione di poco più di 400 ragazzi (media presenze giornaliere, dai dati ufficiali del Ministero della Giustizia riferiti al primo semestre 2015).

Da uomo qualunque, se volessi risparmiare e valorizzare le esperienze maturate, avrei cancellato il Dipartimento della giustizia minorile e l’avrei accorpato al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria

… Se non altro avrei risparmiato i soldi di un Capo Dipartimento e vari Direttori Generali.

Ma io sono un uomo qualunque e non uno “scienziato” dell’amministrazione e del bilancio pubblico quindi non posso far altro che guardare lo spettacolo per scoprire come farà un Dipartimento che riesce a malapena a gestire 400 ragazzi, ad ingoiare, digerire e metabolizzare cinquanta/sessantamila delinquenti più o meno abituali …

Burp!