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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/11/2015  -  stampato il 05/12/2016


Saremo tutti una grande famiglia: evviva "l'accoppato" Corpo di Polizia Penitenziaria

Ministro della Giustizia - Giullare, ho ordinato al Capo DAP di mandarti da me a riferire.

Giullare di Corte - Imperatore, su cosa devo riferire, se posso avere l’ardire di chiedere?

M - Esigo il tuo parere su come i sudditi hanno preso la proposta del Tavolo 15 di accorpare Poliziotti, Educatori, Psicologi, ballerine, comici, menestrelli e burattini in un unico Corpo: quello della Giustizia.

G - Re dei Re, vuole sapere la verità o le racconto una storiella?

M - Come osi? Raccontami una storia. La verità la decido io.

G - Mi perdoni Basileus, alle volte spingo oltre la mia strafottenza …

M - Orsù, racconta.

G - C’era una volta un Corpo di Custodia che conteneva le pecorelle smarrite in recinti angusti e maleodoranti. Ma venne un periodo in cui le pecorelle protestarono con veemenza e la gente del borgo si lamentò per le loro grida assordanti.

M - Continua.

G - Allora un bel giorno si decise di sciogliere il Corpo dei Custodi e se ne tirò su uno di Penitenza: il Corpo della Penitenziaria.

M - Possibile? Sciogliere un Corpo per crearne un altro ... in un giorno?

G - Mio Augustus, in realtà non ci fu nessun cambiamento, se non le etichette e il colore dei tessuti ... il resto rimase tale e quale.

M - Non cambiò nulla allora?

G - Le Leggi cambiarono. Più permissive, più evolute. E con il passare degli anni sempre più permissive ed evolute. Pensi che venivano da tutte le nazioni confinanti a cantare le lodi a cotali Leggi, tanto avanzate … e tanto felici erano le pecorelle che una volta uscite dal recinto ... vi rientravano appena potevano.

M - Un successo quindi! E poi?

G - E poi, dopo quarant’anni, un triste risveglio. Le stesse genti che ci lodavano, vennero a multarci. Tuonarono che era tutto sbagliato, che non avevamo fatto i compiti a casa.

M - Ma i maestri non eravamo noi?

G - Nel frattempo ce n’eravamo dimenticati.

M - E quindi? Come finisce questa storia? (Che ho cose più importanti da sbrigare!)

G - Un giorno venne scelto un Imperatore, di buona volontà ma poco esperto, tanto generoso ... che volle imbandire tanti tavoli per sfamare tutti i sudditi del regno.

M - Tutti?

G - Beh, tutti no. Non ci si entrava. E poi …

M - E poi?

G - E poi c’era da accorpare quelli della Penitenziaria con tutti gli altri uomini e donne di buona volontà ... i volontari insomma.

M - E certo! Se uno deve accoppare

G - Forse voleva dire “accoRpare”?

M - Si, si, certo, “accoRpare”, s’intende. E quindi? Gli accoppati della Penitenziaria protestarono?

G - Ma no. Felicissimi furono! Perché un Mago venuto da molto lontano bisbigliò ai poveretti alcune paroline magiche: “ruoli tecnici”, “sceriffi”, “controlli all’esterno”. E fu così che quelli della Penitenziaria si recarono felici al recinto pure loro, come quella volta che da Custodi divennero Penitenti.

M - Bravo Giullare! Hai scelto un bel finale! Ti lascerò in vita e farai ritorno dal tuo Re per portare la buona novella del Corpo Accoppato!

G - Troppo buono nostro Cesare, troppo buono …

 

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