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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/10/2015  -  stampato il 09/12/2016


Chiusura del carcere a custodia attenuata "Luigi Daga": interrogazione parlamentare

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10911
presentato da
COSTANTINO Celeste
testo di
Venerdì 30 ottobre 2015, seduta n. 513

COSTANTINO, RICCIATTI, DURANTI, PANNARALE, MELILLA, KRONBICHLER e PIRAS. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
nel 2004 è stato inaugurato a Laureana di Borrello (RC) l'Istituto a custodia attenuata «L. Daga», per giovani adulti non tossicodipendenti; 
i molteplici progetti portati avanti durante gli undici anni di attività, spezzati da un anno di chiusura (sul quale era già stata presentata l'interrogazione a risposta scritta n. 4-00689) e i brillanti risultati conseguiti in termini di reinserimento dei detenuti all'uscita e di abbassamento della recidiva rispetto alla media nazionale, hanno certamente favorito l'aumento di altre realtà penitenziarie analoghe a questa sparse più o meno in tutta Italia; 
l'accesso è stato precluso – sia prima della chiusura avvenuta nel settembre 2012, sia al momento della riapertura avutasi nel settembre 2013 – ai detenuti che hanno collegamenti con la criminalità organizzata; 
i detenuti finora ospitati all'interno della struttura di custodia attenuata hanno firmato un «patto trattamentale» che prevede: il lavoro come strumento primario per i recupero (i laboratori di falegnameria e di ceramica hanno realizzato prodotti che erano utilizzabili assieme alle piante grasse prodotte nei corsi di serricoltura, i corsi di informatica, tutti corsi realizzati con l'ausilio della regione); 
prima della chiusura avvenuta nel 2012, grazie all'aiuto delle direzioni scolastiche territoriali si è dato avvio anche al progetto finanziato dalla provincia con la collaborazione dell'istituto alberghiero di Polistena e dell'istituto commerciale di Rosarno che ha consentito a 20 detenuti di terminare i percorsi d'istruzione già avviati negli istituti carcerari di provenienza e di conseguire per gli altri attestati di qualifica professionale, mentre con la sinergia del Ministero della giustizia e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per ciò che concerne il finanziamento, e della regione perciò che concerne l'esame finale, è stato realizzato il corso per operatore e manutentore di pannelli solari, titolo professionale spendibile sul mercato del lavoro; 
dalla riapertura, avvenuta il 30 settembre 2013, sino ad oggi, l'istituto Daga ha continuato a lavorare sulla stessa lunghezza d'onda, nonostante le titubanze dell'amministrazione penitenziaria che, a giudizio degli interroganti, non ha provato a risolvere la problematica relativa alla mancanza di detenuti per questa struttura, non individuando un target di detenuti che consentisse una popolazione stabile con la quale potere continuare il lavoro trattamentale, caratteristica di tale istituto (la popolazione detenuta ha sempre oscillato tra i 15 ed i 30 detenuti contro i 68 che potrebbero essere accolti); 
in questo quadro, pur difficile sono stati raggiunti nuovi obiettivi: si è tenuto un corso di operatore per il legno qualificato che ha conseguito un solo giovane extracomunitario a fronte dei 18 ammessi in prima istanza (e ciò è dipeso dall'esiguo fine pena prescelto in fase iniziale per la custodia attenuata di tre anni e che ha agevolato un continuo turn over con gli effetti dannosi per la buona riuscita del corso interamente finanziato dalla provincia di Reggio Calabria), si è affidata ad una nuova cooperativa la sperimentazione di manufatti in vetroresina e i risultati sono stati soddisfacenti sia in termini di produzione e di commesse che in termini di assunzione dei detenuti (la cooperativa ha sempre assicurato una media di 4 detenuti assunti mensilmente); 
attualmente, avendo l'istituto registrato molte difficoltà a riaprire tanto il laboratorio di falegnameria quanto quello di ceramica per mancanza di commesse e di maestri d'arte idonei, si sta cercando di riattivare tali laboratori con l'aiuto di Cassa Ammende, così come le serre, che stanno per essere riavviate; 
chiudere una struttura con tali potenzialità rappresenterebbe un danno per la collettività anche in considerazione di quanto si è già speso. Corretto sarebbe invece studiare il modo per utilizzarla in tutte le sue potenzialità; come per esempio potrebbe essere un valido «ponte» tra il mondo minorile e quello degli adulti. Sarebbe quindi auspicabile che le custodie attenuate in genere, in linea con gli orientamenti della Unione europea venissero valorizzate, definendo dei criteri comuni e con margini più ampi –: 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e di questa realtà penitenziaria; 
se il piano carceri 2015 preveda la chiusura e lo smantellamento di questa struttura per motivi di spending review, e quali iniziative di competenza, intenda assumere al fine di potenziare e valorizzare esperienze come quella dell'istituto a custodia attenuata «L. Daga», vista anche la costante urgenza strutturale determinata dal sovraffollamento del sistema nazionale delle carceri. (4-10911)