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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/11/2015  -  stampato il 02/12/2016


A proposito di detenuti ricoverati in ospedale: vi racconto quella calda serata in estate ...

Vi racconto una storiella accaduta nel 2003 durante una calda sera d'estate.

Erano le 22:00 circa, il turno come sempre sotto dimensionato. Quelle poche unità a disposizione non avrebbero certo garantito il trasporto in tutta sicurezza presso l'ospedale del detenuto (ergastolano), per un presunto infarto in atto.

Telefono in quel frangente al collega di sezione. Lo stesso mi dice che fino a pochi attimi prima della conta il tizio rideva, scherzava ed aveva finito di fare gli esercizi alle spalle con le bottiglie di acqua legate a quattro a quattro con il manico della scopa!!! 

Direte ma cosa centra?

Centra, centra eccome in taluni contesti nell'Alta Sicurezza.

Soggetto trentottennenne, non fumatore ed altamente atletico, oltre che sanguinario killer della più nota famiglia mafiosa del capoluogo. In un attimo pensai.....e se questo mi vuole fottere?

Decido di contattare il 118.

Chiedo con forza l'invio dell'unità mobile con il medico a bordo. Successivamente durante il tragitto in istituto parlo anche con lo stesso al cellulare spiegando qual'era la mia sensazione. 

Il medico che sta giungendo in istituto è uno con le palle, sono fortunato perchè lo conosco da tanti anni. E' uno di grande esperienza, uno che fa soccorso in strada ogni giorno, trattando dinamiche fra feriti e spesso anche di decessi!

Giunta l'ambulanza fino alla seconda portineria, dispongo che il detenuto venga sdraiato sulla lettiga. 

Lo stesso si innervosisce subito ed inizia ad inveire contro lo scrivente ed i colleghi perchè stiamo ancora in istituto e non ci muoviamo alla volta dell'ospedale.

Il medico gli alza la maglietta in tutta tranquillità, qualche goccia di gel sul torace e subito inizia la farsa dell'Eco Cardiogramma. 

Il presunto infartuato non ha nulla ed è sano come un pesce.

Rimossa l'apparecchiatura farà rientro in cella con le sue gambe.......!

A distanza di quasi 13 anni, ogni tanto spinto dalla curiosità, vedo che non risulta alcun movimento per ricovero ospedaliero.....sinonimo che è ancora un soggetto sano!

Raccontando questa storiella rimango sempre più perplesso, domandandomi se quel detenuto voleva fuggire o più semplicemente il medico di guardia era incompetente o peggio qualcos'altro ancora.

Un abbraccio con il cuore a tutti colleghi coinvolti dell'Istituto di Lecce. 

Ci sono storie fatte di impegno e forse anche di coraggio nell'assumersi la grande responsabilità di non far correre rischi ai propri uomini e permettetemi di non mettere (come spesso accade) al primo posto la propria carriera.

 

Ispettore

 

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