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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/11/2015  -  stampato il 10/12/2016


Le scorte per le traduzioni sono state ridotte dal nuovo modello organizzativo. Tutto va bene ... finchè va bene!

Al momento dell'assunzione del servizio delle traduzioni fu diramato il modello organizzativo del servizio.

Con riferimento all'entità della scorta le disposizioni erano particolarmente precise è non lasciavano dubbi su come si sarebbero dovute comporre le scorte.

Il punto così recitava:

L'entità della scorta, salve diverse prescrizioni particolari, è, caso per caso, commisurata:
al numero, all'età, alla posizione giuridica, alla pericolosità dei detenuti;
alla lunghezza ed alle caratteristiche del percorso; alla situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica esistente nella località da attraversare;
al mezzo di trasporto;
all'ambiente naturale, riferito alle zone da attraversare ( disabitate, boschive, montuose ecc.);
alla circostanza che la traduzione venga eseguita di giorno o di notte.

La valutazione circa la determinazione dell'entità della scorta è specifica competenza dei responsabili dei nuclei T.P.

Di regola comunque l'entità della scorta non deve risultare inferiore al doppio del numero dei detenuti più uno.

Il 14 marzo 2013 viene diramato il nuovo modello operativo del servizio delle traduzioni e dei piantonamenti.

Sull'entità della scorta vengono riportati quasi tutti i punti su indicati, ma scompare il riferimento al doppio del numero dei detenuti più uno.

Da questo momento inizia un lento ed inesorabile declino, viene sacrificato il principio cardine della sicurezza nell'intento di raccattare, miseramente, qualche unità.

Se a questo si aggiungono 7.000 unità in meno il gioco è fatto.

A lecce si è passati da un organico di 105 unità, quasi tutti operativi,  a 79 con solo 67 colleghi effettivamente in servizio, mentre il numero dei detenuti si attesta intorno ai 1000.

Di questi una gran parte classificati  A.S. ed appartenenti a tutte le articolazioni mafiose della nazione.

Poi succede che qualcuno, dopo decine di migliaia di traduzioni effettuate, maxi processi conclusi egregiamente con tanto di note di apprezzamento da parte di varie autorità, scappa.

Dove si cercheranno le responsabilità secondo voi?

A Lecce ovviamente!!!

Così funziona questo Paese che tanto amiamo.

Forse è giunto il momento di dire basta sul serio.

 

Antonio Musardo

vice segretario provinciale Sappe in servizio presso il N.T.P. della C.C. di Lecce.