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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/11/2015  -  stampato il 03/12/2016


Tutelare la salute degli ergastolani!

La rocambolesca evasione di Fabio Perrone, Ergastolano, tradotto all’ospedale di Lecce per una visita ambulatoriale, deve aprire necessariamente un dibattito all’interno del DAP.

E’ giusto che giornalmente su tutto il territorio italiano, centinaia e centinaia di detenuti vengano tradotti giornalmente negli Ospedali per delle visite ambulatoriali, dalla più banale alla più complicata?

E’ giusto che giornalmente centinaia di detenuti vengano inviati d’urgenza al Pronto Soccorso per successivo ricovero, solo perché all’interno delle infermerie degli Istituti non vi sono gli strumenti necessari per evitare tale ricovero?

E’ giusto inviare detenuti all’esterno anche solo per “togliere i punti di sutura”?

Ci vorrebbe un’analisi approfondita, da parte del DAP, per capire le motivazioni per cui tanti bravi medici penitenziari richiedono giornalmente l’invio di detenuti per visite ambulatoriali. Ma dovrebbe essere un’analisi seria che tenga conto anche del punto di vista del medico penitenziario.

Mi spiego meglio con un esempio: se un detenuto si sente male durante la notte, e viene visitato dal medico che dopo qualche pillola o qualche altro tipo di cura lo rimanda in stanza, e questo dopo mezz’ora muore, al medico arriverà sicuramente un avviso di garanzia in quanto la Magistratura vorrà vederci chiaro.

Una volta morto il detenuto, sia i familiari, che l’avvocato, che altre associazioni  per la tutela dei detenuti si metteranno in fila per denunciare l’Amministrazione Penitenziaria (e quindi il medico) costituirsi parte civile e richiedere un risarcimento economico.

Tutti pronti ad azzannare. Tutti pronti a dare addosso all’Amministrazione Penitenziaria per questi poveri detenuti morti in carcere (dimenticando che anche fuori la gente muore ogni giorno). La prossima volta, il nostro medico non si prenderà più alcuna responsabilità e proporrà l’invio in Ospedale per un ricovero urgente; poi se arrivato al Pronto Soccorso, dopo qualche ora il problema si risolve, va bene per tutti.

Quindi ecco che non appena un detenuto accusa un malanno qualsiasi, per il quale da libero avrebbe aspettato mesi per eseguire una visita, i nostri medici che si trovano tra l’incudine e il martello, richiedono, in mancanza di specialisti, in mancanza di strumentazione sanitaria, pensando che in caso di complicazioni deve nominarsi subito un avvocato... l’invio in Ospedale per visita ambulatoriale.

Se poi il detenuto è un pluripregiudicato, uno che ha commesso crimini terribili, un ergastolano, poco importa; la Polizia Penitenziaria deve correre i rischi, d’altronde viene pagata per questo. Le visite ambulatoriali non possono “saltare”, le udienze in Tribunale non possono “saltare”, gli unici che possono “saltare” sono i poliziotti penitenziari.

La gente difficilmente può capire questo sistema, dove persone come Fabio Perrone per il quale all’atto dell’arresto la gente infuriata avrebbe richiesto a gran voce la pena di morte, non appena varca la soglia del carcere diventa un ipergarantito dal punto di vista della salute, più garantito dei cittadini onesti che probabilmente debbono aspettare mesi per effettuare una colonoscopia.