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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/11/2015  -  stampato il 09/12/2016


Il dibattito sulla vigilanza dinamica: poliziotti penitenziari a favore e poliziotti penitenziari contro

CONTRO LE "STANZE" APERTE

Vi sono reparti detentivi che sono diventate realmente zone franche. Non parliamo poi delle infrazioni disciplinari e relativi provvedimenti adottati!

Il segnale che il personale percepisce è molto sgradevole. Da una parte i detenuti si accorgono del polso morbido, tutta questa libertà, come una manna caduta dal cielo, dall’altra il personale mortificato da questa straordinaria inefficacia, e (dalla perdita di terreno).
Esiste all'atto una questione legata alla territorialità degli ambienti detentivi. Ed è una cosa serissima per uno come me che opera in sezione. Mi sento spesso, un intruso a casa di altri.

Una volta la sezione era più "ordinata".

E ci credo!!

Le celle, sono diventate appendice del corridoio e viceversa, annessi i locali comuni, quali ad esempio salette ricreative, barberia ecc….EVVAII….l’America è sempre più vicina!!!

In una sola parola, la sezione è diventato “quasi” territorio indiscusso dei detenuti, (vedi controlli e perquisizioni). I detenuti (com’è giusto che sia), si sono già adeguati, adattati da tempo. La pattuglia è quasi sempre anticipata in sezione da coloro che fungono da sentinelle, giusto il tempo per dare l'allarme, con gesti o fischi e farsi trovare calmini ed in ordine, fino all’uscita dal reparto.

Il pericolo reale, a questa nuova tipologia di operatività, è dato soprattutto dalla repentina trasformazione e soppressione di vecchie metodologie di lavoro. Lasciare aperti i detenuti per otto ore, non giova nemmeno a loro. Sono gli stessi detenuti a dirlo. Larga parte della popolazione detenuta preferirebbe stare chiusa, SOPRATTUTTO quella grande fetta ritenuta DEBOLE e per nulla incline a voler fare strada, imparando e mettendo in pratica i dettami della malavita. Anche i vecchi lupi che di galera preferiscono stare chiusi e godere solo dell'ora d'aria o dei corsi. 

Il fatto stesso di stare aperti rappresenta "malavita....=vivere male. 

Ci sono realtà, in cui i detenuti di origine italiana, sono messi letteralmente sotto scacco dagli extracomunitari o comunque non italiani.

Sembrerà strano ai non addetti ai lavori, ma le cose che i detenuti riferiscono sono proprio queste.

Per questo occorrerebbe una sana riflessione, sull’escalation di eventi critici, soprattutto sui numerosi casi di sopraffazione.

L’entusiasmo con cui è iniziato tutto, ha finito per stremare definitivamente le forze dei colleghi più anziani, i quali hanno a loro volta abdicato passivamente il campo di battaglia ai più giovani.

Credete veramente che si potrà andare da qualche parte di questo passo? Non ci scommetterei un centesimo del mio stipendio.

L’OSSERVAZIONE scientifica del detenuto, può essere fatta seriamente (un tempo lo era), solo attraverso un monitoraggio fisico attento e continuo, e non mediante una telecamera sgranata, mal posizionata e con uno schermo da 14”.

Giusto per fare un esempio.

Art. 10 O.P. permanenza all’aperto. 

Perché controllare i detenuti che si recano al passeggio, uno ad uno, con scrupolo e zelo affinché non occultino oggetti non consentiti, se poi però apriamo tutte le celle contemporaneamente di una sezione? Il controllo sugli stessi, equivarrebbe a farsi prendere per stupidi….”cosa che i detenuti purtroppo già pensano”. Allora la risposta che mi do è la seguente. 

Cosa li controlli a fare, se poi hanno a disposizione la cella aperta e la possibilità di fare ciò che vogliono nei corridoi ed in tutti gli altri ambienti a loro destinati?

Buon fine settimana, qui c'è già molto freddo. 

Non vedo l'ora che passino queste 5 settimane per tornare dai miei.

 

A FAVORE DELLE "STANZE" APERTE

Mi dispiace contraddirvi, ma credo che vi sbagliate di grosso. Questo nuovo sistema di sorveglianza per chi non lo ha ancora capito è il futuro. Lo posso affermare perchè con i miei 30 anni di esperienza mi rendo conto che una guardia che sa gestire i detenuti, lo sa fare sia in una singola cella con 5 o 6 detenuti che in una sezione affollata di detenuti che pascolano avanti e dietro. Il collega in una sezione aperta deve essere ancora più diplomatico e sveglio per entrare e sventare i proggetti che ogni giorno si inventano.

E se questa guardia lavora in un gruppo di colleghi e superiori compatti. Ottiene migliori risultati e sicuramante più soddisfazione peri un servizio svolto, che è sicuramente migliore a quello di aprire e chiudere le celle per tutto il turno di servizio e che dopo aver fatto tanti Km in una sezione non ha neanche la forza per andare a prendere la sua auto nel parcheggio.

Ma chi deve stare meglio in un carcere. La guardia o i Carcerati?

Volete che la guardia faccia il portiere o credete che sia capace di fare anche altro?

Bisogna solo che la guardia in una sezione aperta debba essere esonerato dalle responsabilita che i signori Magistrati danno puntualmente al custode.

Poi in fine vi invito a fare una semplice riflessione. Secondo voi chi può essere più aggressivo, una persona che e chiusa in una stanza H24 con compagni che casomai non gradisce neanche, o chi e liberodi muoversi anche se in un solo spazio ristretto di una sezione?

 

 

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