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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/11/2015  -  stampato il 07/12/2016


L'evaso dal ghigno beffardo

Una cosa è certa: Valentin Frrokaj, albanese di 37 anni, un metro e ottanta di arroganza allo stato puro, non evaderà mai più da un carcere italiano. E’salito in cielo, colpito al cuore da un commerciante di gioielli milanese al quale stava facendo una rapina in casa, in compagnia di altri due complici..

Il “povero” Valentin che tutti ricordano, dopo l’evasione di Pagliarelli per la foto segnaletica dalla quale sfidava gli italiani con il suo ghigno beffardo, forse era convinto come tanti altri extra comunitari che delinquono in Italia, che in questo Paese tutto è permesso e che avrebbe potuto agire impunito per chissà quanto altro tempo, rapinando onesti commercianti in villa, massacrando di botte chi non voleva aprire la cassaforte, minacciando magari di uccidere una bambina o di violentarne la moglie.

Un tipo davvero poco raccomandabile. Evaso per ben due volte, la prima il 2 febbraio del 2013 dal carcere Parma, e dopo essere stato riarrestato nell’agosto di quell’anno, era riuscito nuovamente ad evadere in modo rocambolesco, il 7 maggio scorso, dal carcere palermitano di Pagliarelli,  approfittando dell’ora d’aria. L’albanese - condannato al carcere a vita per aver ucciso un suo connazionale nel 2007 a Brescia  aveva raggiunto il muro di cinta del penitenziario sul lato di viale Regione Siciliana e, con una corda che aveva precedentemente realizzato con dei lenzuoli, aveva agganciato un palo della luce e scavalcato la recinzione di cemento. Senza difficoltà aveva superato poi anche quella metallica ed era sparito nel nulla, lasciando dietro di sé solo qualche traccia di sangue  perché, nella fuga, si era ferito alle mani. Ancora una volta era riuscito a dileguarsi, facendo perdere le tracce, nonostante l’imponente caccia all’uomo di quei giorni.

La morte, talvolta, restituisce a molti uomini, (anche i più cattivi o coloro che durante la loro vita hanno avuto comportamenti criminali o hanno maltrattato la famiglia), una parvenza di dignità, quasi che la morte possa cancellare il passato, apponendo sulla lapide, con un “reset” delle malefatte: padre affettuoso, marito fedele ecc. Non credo però che questo possa valere per Valentin Frrokaj per la cui morte, credo che la stragrande maggioranza degli italiani non proveranno nnè pena né dispiacere.

La cosa positiva è che appare del tutto evidente, finalmente, che il commerciante abbia agito per legittima difesa e quindi, fortunatamente per lui e a differenza di quei tanti italiani attualmente sotto inchiesta o condannati per “eccesso colposo di legittima difesa” non pagherà per quel gesto estremo ma legittimo.

 

Gioielliere uccide in casa sua l'evaso Valentin Frrokaj: ultima evasione da Pagliarelli