www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/12/2015  -  stampato il 09/12/2016


Caro vecchio Agente di Custodia: hai fatto solo il tuo dovere!

Cari vecchi AA.CC. ricordo, da giovane agente, che anche in casi in cui veniva salvato un detenuto che si stava impiccando, o si salvava un detenuto che aveva dato fuoco alla cella e vi aspettavate una ricompensa, il solito Maresciallo Comandante, dall’alto della sua esperienza e del suo malcelato disprezzo nei confronti di chi aveva compiuto il gesto, si limitava solo a dire: ha solo fatto il suo dovere!

      Questo modo di pensare è arrivato fino ai nostri giorni, Infatti, la stitichezza nel concedere ricompense da parte dei vertici del DAP nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria affonda le radici nel lontano passato degli Agenti di Custodia; il fatto poi, recente, che il DAP abbia voluto sapere dalle direzioni degli Istituti se, nell’arco di dieci anni ci fossero agenti che abbiano salvato detenuti dal suicidio (però per ben due volte!!!sic!!!) la dice lunga sulla reale volontà di premiare chi ogni giorno nelle sezioni si fa un c…così. Non gli basta che un agente salvi una sola volta un detenuto dal suicidio; lo deve aver fatto almeno due volte nel corso di dieci anni…..mah!

      Ma questa mentalità, ovvero quella di cercare fatti di eccezionale importanza per premiare li agenti, come dicevo, affonda le radici nel passato, infatti una circolare del Ministero dell’Interno – Direzione Generale delle Carceri del 4 maggio 1899 n.6-1-C  e diretta ai direttori degli stabilimenti carcerari del Regno, avente per oggetto: Guardie Carcerarie – proposte di nomina ad Appuntato, così recita:  Pervengono assai di frequente a questo Ministero proposte di promozione di Agenti ad Appuntato, solo perché forniti dei requisiti di capacità, d’istruzione e di condotta regolare. Queste proposte sono inopportune, perché le promozioni per merito non possono aver luogo se non quando concorrano  le condizioni speciali richieste dagli articoli 48 e 53 dell’Ordinamento in vigore, e cioè che le Guardie o Sorveglianti di 1^ classe abbiano prestato un servizio eccezionalmente lodevole, o reso servizi straordinari con pericolo evidente della vita.

    Avvertesi pertanto che non si terrà alcun conto per l’avvenire di tutte quelle proposte di promozione ad Appuntato per merito, le quali non fossero in armonia a quanto è tassativamente richiesto dalle vigenti disposizioni”.

    Una mentalità dura a morire, nonostante siano passati, da allora ben 116 anni!