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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/12/2015  -  stampato il 21/11/2017


Si.Di.Pe. il sindacato che unisce ... i commissari

I direttori penitenziari ovvero i “primi garanti dei principi di legalità”  come li definisce il segretario del SI.DI.PE. chiedono a gran voce che il loro ruolo  sia preservato. Infatti, sostengono che, l’eventuale dirigenzializzazione dei Commissari, a cura dei decreti delegati sarebbe fuori regola e, dunque, costituzionalmente illegittima a mente dell’art.76 della Costituzione.

Insomma, il SI.DI.PE ovvero il sindacato della lobby dei direttori penitenziari, un sindacato che conta si e no 200  tesserati che pagano circa 23 euro al mese, finalmente esce allo scoperto facendo intendere, tra le righe: questi commissari ci stanno sulle palle!

Sono passati appena 12 anni da quando una direttrice, nell’ambito di un convegno al quale partecipava qualche Commissario del neonato ruolo, in un intervento memorabile diceva pubblicamente: Questi Commissari ci fanno ombra!!! Probabilmente non accettavano che giovani laureati in giurisprudenza entrassero in Amministrazione e potessero in qualche modo riequilibrare il livello culturale del Corpo, ma anzi avendo nel loro curriculum una o più lauree, dei master, pubblicazioni giuridiche  (tanti i giovani avvocati che esercitavano prima di scegliere il posto sicuro),   erano talvolta più qualificati, di tanti direttori il cui titolo era stato conseguito agli inizi degli anni ’80 e che però mantenevano il rapporto gerarchico, in modo da umiliare al minimo errore, i giovani Commissari che si misuravano con un lavoro molto difficile e pieno di insidie.

Il segretario del SI.DI.PE. infatti lo ribadisce “deve  indispensabilmente essere mantenuto il rapporto gerarchico del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria con il Direttore”. Come dire: non sia mai che questi Commissari si fottino la testa con idee balzane del tipo: vogliamo il rapporto funzionale – abbasso il rapporto gerarchico! Peraltro, il segretario del SI.DI.PE. fa una riflessione da ministro dell’economia, infatti pensa e lo scrive che “una eventuale dirigenzializzazione del ruolo dei Commissari renderebbe nel contempo necessari anche concreti riconoscimenti economici e di carriera…..” come dire: attenzione che se li fate diventare dirigenti, il bilancio dello Stato ne potrebbe risentire, cosa che non avvenne quando il buon Meduri, di colpo fece diventare dirigenti tutti i direttori penitenziari, ma all’epoca non c’era la spending rewiew.

Bisogna comunque dare un merito al SI.DI.PE. ovvero laddove per 13 anni gli appartenenti al ruolo dei Commissari (speciale e ordinario) impegnati per tanti anni a detestarsi a vicenda, a volte a farsi la guerra polverizzandosi in tanti sindacati e comitati che contavano quanto il due di coppe quando la briscola è a denari, alla lettura del documento del sindacato dal quale traspare il  malcelato disprezzo per la categoria da parte del suo segretario, hanno ritrovato di colpo l’unità, lo spirito di Corpo, la fratellanza; di colpo hanno cancellato le divergenze e le stupide contrapposizioni tra ruolo ordinario e speciale e hanno ritrovato quell’unità di intenti che è mancata fin dall’inizio di questo ruolo al quale i direttori vorrebbero schiacciare la testa come si fa con le serpi.

Grazie SI.DI.PE. per essere uscito allo scoperto contro una categoria di Poliziotti Penitenziari di cui non potete fare a meno, che vi sostituisce, in Istituto, in tutto e per tutto quando vi conviene; una categoria che lavora in silenzio al fine di farvi prendere gli allori, perché a voi gli onori e ai Commissari gli oneri.

Sembra che il documento del SI.DI.PE. sia stato scritto dal Marchese del Grillo, infatti, dopo questo ragionamento articolato contro la dirigenzializzazione dei Commissari,  alla fine manca solo la famosa frase: Io sò io e voi non siete un cazzo!