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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/11/2015  -  stampato il 02/12/2016


Chiusura del carcere di Sala Consilina: interrogazione parlamentare

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11264
presentato da
CARFAGNA Maria Rosaria
testo di
Mercoledì 25 novembre 2015, seduta n. 529

CARFAGNA. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
il 27 ottobre 2015 con decreto del Ministro della Giustizia è stata disposta la soppressione della casa circondariale di Sala Consilina, in provincia di Salerno, a seguito di motivazioni di antieconomicità, in termini di costi/benefici, per la modesta ricettività e per la grave inadeguatezza della stessa sotto il profilo strutturale e della sicurezza; 
come stabilito dal decreto sopra citato la soppressione di detto istituto «può consentire una significativa economia di risorse complessive, più efficacemente ed efficientemente utilizzabili in altre strutture penitenziarie in aderenza al principio di ottimizzazione dell'uso delle risorse umane, finanziarie e materiali (...)»; 
la casa circondariale di Sala Consilina era stata già inserita nel decreto del Ministro della giustizia 30 gennaio 2001 con il quale, ai sensi dell'articolo 145, comma 34, lettera a) della legge 23 dicembre 2000, n. 388, era stata prevista la dismissione «degli istituti penitenziari strutturalmente non idonei alla funzione propria»; 
con decreto del Ministro della giustizia del 21 maggio 2004 era stata disposta la soppressione della Casa circondariale di Sala Consilina per l'inadeguatezza dell'istituto sotto il profilo strutturale e della sicurezza; 
successivamente con decreto del Ministro della giustizia del 9 marzo 2005 è stato revocato il decreto 21 maggio 2004 sia in ragione delle delibere degli organi locali della regione Campania con le quali veniva evidenziata l'importanza dell'assistenza operativa alle traduzioni in transito nonché in ragione della proposta della stessa amministrazione comunale di provvedere con oneri a proprio carico, all'esecuzione dei lavori di manutenzione necessari per il mantenimento in esercizio della struttura penitenziaria; 
al contrario di quanto descritto nel decreto 27 ottobre 2015, con il quale è stata prevista la soppressione della casa circondariale di Sala Consilina, quest'ultima ha ospitato detenuti in celle di grandi dimensioni composte da un bagno per ciascuna con relativa porta divisoria. Inoltre, nella medesima struttura si sono svolte attività sociali, culturali e ricreative che hanno visto la partecipazione di molti detenuti; 
in merito alla soppressione della casa circondariale di Sala Consilina anche il Codacons ha inviato al Ministro della giustizia, un appello nel quale si chiede di sapere «se non sia economicamente e – soprattutto – socialmente più conveniente mantenere in vita la struttura»; 
va altresì rilevato che l'istituto di Sala Consilina ricopriva un ruolo importante in un territorio già penalizzato anche dalla soppressione del tribunale e del suo relativo accorpamento a quello di Lagonegro, in provincia di Potenza, a seguito del provvedimento di revisione della geografia giudiziaria, di cui al decreto legislativo n. 155 del 2012, emanato a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge n. 148 del 2011, legge di conversione del decreto-legge n. 138 del 2011; 
in un momento di crisi generale di sovraffollamento carcerario e alla luce dell'importanza strategica geografica che lo stesso istituto ricopre, anche in conseguenza della recente soppressione del relativo tribunale, è opportuno prevedere un intervento mirato di recupero dello stesso istituto, considerato che l'amministrazione comunale aveva già presentato un progetto di adeguamento della struttura facendosi totalmente carico delle relative spese –: 
se il Ministro interrogato, alla luce dei fatti sopra esposti, non intenda rivedere la decisione relativa alla soppressione della casa circondariale di Sala Consilina, consentendo il ripristino della piena operatività della suddetta struttura penitenziaria. (4-11264)