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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/11/2015  -  stampato il 06/12/2016


Carcere di Badu e Carros: interrogazione parlamentare sulle condizioni di lavoro

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04865
presentata da
GIUSEPPE LUIGI SALVATORE CUCCA 
martedì 24 novembre 2015, seduta n.541

CUCCA, BORIOLI, CAPACCHIONE, DIRINDIN, FASIOLO, GIACOBBE, GINETTI, GOTOR, GUERRA, LO GIUDICE, MANASSERO, MIRABELLI, MOSCARDELLI, ORRU', PAGLIARI, PEZZOPANE, SCALIA, VALDINOSI, LAI, ANGIONI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

lo Stato italiano è stato più volte condannato e sanzionato dalla Corte di Strasburgo per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, in particolar modo per la condizione di vita dei detenuti e per quella delle carceri italiane;

l'articolo 1 della legge 26 luglio 1975, n. 354, dispone che "Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona. Il trattamento è improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali, a opinioni politiche e a credenze religiose";

l'art. 18, relativo a colloqui, corrispondenza e informazione, stabilisce che "Particolare favore viene accordato ai colloqui con i familiari";

la condizione del sistema carcerario sardo versa in un perdurante disagio, ricadente sui detenuti, sulle famiglie e sullo stesso Corpo di Polizia penitenziaria;

nel carcere di Badu e Carros (Nuoro), un detenuto di nazionalità cinese ha tentato di togliersi la vita, gesto poi evitato dalla prontezza della Polizia penitenziaria che, nonostante la forte carenza d'organico, è costantemente chiamata a far fronte ad episodi di questo tipo;

considerato che:

è un atto di civiltà, oltre ad un risparmio per le casse dello Stato in considerazione delle sanzioni europee, adeguare le strutture detentive alle normative vigenti in materia;

il detenuto cinese recluso nel carcere di Badu e Carros è un uomo isolato culturalmente, linguisticamente e socialmente, e la struttura non è in grado garantire quei diritti inviolabili garantiti per Costituzione;

il carcere di Badu e Carros da anni lamenta una forte carenza nell'organico alla quale neanche l'enorme impegno del Corpo di Polizia penitenziaria può far fronte;

nel carcere di Massama (Oristano) il sovraffollamento ha comportato l'aumento del numero dei letti di oltre un terzo, nonostante gli spazi siano rimasti immutati;

si apprende che gli orari per le visite dei parenti hanno subito delle variazioni che, di fatto, limitano la possibilità delle visite; situazione che, unitamente all'inasprirsi delle condizioni e quindi anche dello stato emotivo dei detenuti, rende il percorso rieducativo nella struttura fortemente compromesso,

si chiede di sapere:

se non sia opportuno riequilibrare le piante organiche delle carceri sarde, favorendo la tutela dei detenuti e dei Corpi di polizia stessi;

se non sia necessario intervenire affinché nel carcere di Massama siano garantiti i diritti dei detenuti, intervenendo direttamente e tempestivamente;

se il Ministro di indirizzo non ritenga urgente dar luogo a un'azione di riordino generale delle carceri sarde, in modo tale da dar seguito ai principi costituzionali e di diritto che questo Paese riconosce ai detenuti e ai lavoratori e alle forze dell'ordine impegnate nelle strutture.

(4-04865)