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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/12/2015  -  stampato il 09/12/2016


Per ricordare Peppe Montalto nel 20 anniversario dell'assassinio

In una giornata “primaverile” di dicembre, dalla temperatura anomala, si è tenuta la gara podistica per ricordare il nostro caduto Giuseppe Montalto a vent’anni dal barbaro assassinio per mano della Mafia. La gara, e tutta un’altra serie di manifestazioni, è stata organizzata da “LIBERA” e dalla UISP di Trapani, con una testimonial d’eccezione la maratoneta azzurra Gabriella Stramaccioni.

Nella piccola frazione di Palma (Trapani) la piazzetta dedicata a Giuseppe Montalto, il monumento che lo ricorda è stato ripulito di recente dall’associazione “Periferiattiva”; è la giornata del ricordo ma è anche un momento di festoso di aggregazione sportiva, dove anche una piccola rappresentanza di poliziotti penitenziari atleti ha voluto rendere onore al nostro caduto, correndo.

Corrono anche alcuni giovani migranti del Ghana ospiti della Comunità “Il Principe” con la responsabile Francesca Billeci e accompagnati dal dott. Gaetano Fazio Presidente dell’Associazione Europea Operatori di Polizia; è anche un momento di fraternità ed integrazione.

Alla fine della gara, il ricordo del sacrificio di Peppe Montalto da parte della Presidente Provinciale di LIBERA Gisella Mammo Zagarella, della moglie, del sottoscritto, presente con una rappresentanza di Polizia Penitenziaria della C.C. Trapani.

A parte la rappresentanza qualificata di carabinieri sempre presenti in queste occasioni, da sottolineare la totale assenza di rappresentanti politici, locali, regionali e nazionali, forse in altre faccende affaccendati per perdere un’ora del loro tempo prezioso per ricordare un servitore dello Stato ucciso dalla Mafia.

 

cerimonia per ricordare l'omicidio di Giuseppe Montalto, Agente di Polizia Penitenziaria, ucciso dalla mafia il 23 dicembre 1995

cerimonia per ricordare l'omicidio di Giuseppe Montalto, Agente di Polizia Penitenziaria, ucciso dalla mafia il 23 dicembre 1995

cerimonia per ricordare l'omicidio di Giuseppe Montalto, Agente di Polizia Penitenziaria, ucciso dalla mafia il 23 dicembre 1995

cerimonia per ricordare l'omicidio di Giuseppe Montalto, Agente di Polizia Penitenziaria, ucciso dalla mafia il 23 dicembre 1995

cerimonia per ricordare l'omicidio di Giuseppe Montalto, Agente di Polizia Penitenziaria, ucciso dalla mafia il 23 dicembre 1995

cerimonia per ricordare l'omicidio di Giuseppe Montalto, Agente di Polizia Penitenziaria, ucciso dalla mafia il 23 dicembre 1995

 

L'OMICIDIO DI GIUSEPPE MONTALTO 

Era il 23 dicembre del 1995 quando in contrada Palma, Giuseppe Montalto fu assassinato davanti gli occhi della moglie: erano in auto, fermi, sul sedile posteriore la loro figlioletta, Federica di 10 mesi. La moglie Liliana ancora non lo sapeva, ma in grembo stava crescendo un'altra loro figlia, Ylenia.

Un omicidio per il quale i boss si erano messi pure a gara per eseguirlo. L'alcamese Nino Melodia ebbe a lamentarsi del fatto che alla fine Giovanni Brusca, uomo d'onore di San Giuseppe Jato, che nel 1995 faceva il latitante tra le campagne di Trapani e Valderice, non gli disse più nulla. L'ordine di morte era arrivato dall'Ucciardone. Dai boss palermitani, dai Madonia: «Ninuccio manda a dire che vuole fatta una cortesia, vuole eliminata una guardia carceraria che "si comporta male"».

È a Salemi che si svolsero i  «summit» per decidere e organizzare l'omicidio di Giuseppe Montalto, nella villetta di Rosario Calandrino si trovarono i capi mafia di Trapani con Messina Denaro, ebbero anche l'aiuto di una «gola profonda» dentro l''ufficio della Motorizzazione per individuare chi fosse quell'agente: dal carcere infatti avevano fatto sapere che quello da uccidere aveva una Fiat Tipo targato Torino. E così Giuseppe Montalto fu individuato.

I killer lo attesero la sera del 23 dicembre 1995 davanti casa dei suoi suoceri. Non fece in tempo a salire in auto che fu ucciso con due colpi di pistola, cadendo addosso alla giovane moglie che sedeva nel sedile di fianco. «Il regalo di Natale ai detenuti così - raccontarono poi i pentiti durante il processo - si fanno il Natale più allegro». Quei giorni del 1995 erano stati «pesanti» per gli agenti dell'Ucciardone, più volte avevano ricevuto chiari segnali di «pressione» da parte dei detenuti al 41 bis. In questo clima, da aprile 1995 in poi, maturò il delitto. A scatenarlo fu il fatto che Montalto impedì al boss palermitano Raffaele Ganci di passare una lettera al catanese Nitto Santapaola.

Giuseppe Montalto fù ucciso per aver svolto il proprio dovere al servizio dello Stato e nel 1997 gli è stata assegnata la Medaglia d'oro al Valore Civile con la seguente motivazione: "Preposto al servizio di sorveglianza di esponenti del clan mafioso denominato "Cosa Nostra", nonché di criminali sottoposti al regime carcerario 41 bis, assolveva il proprio compito con fermezza, abnegazione e alto senso del dovere. Proditoriamente fatto segno a colpi d'arma da fuoco in un vile attentato tesogli con efferata ferocia da appartenenti all'organizzazione criminosa, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle istituzioni. Località Palma (TP), 23 dicembre 1995."

 

 

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