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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/01/2016  -  stampato il 04/12/2016


Traduzioni Polizia Penitenziaria e arresto Perrone: i vertici del DAP ascoltino chi, tutti i giorni, rischia in prima persona

Finalmente una bella notizia. Fabio Perrone detto "triglietta" è stato arrestato all'alba di questa mattina. Era a Trepuzzi, suo paese di origine, in una abitazione alla prima periferia della cittadina leccese.

Aveva con se la pistola sottratta al collega e un fucile mitragliatore. Insomma era, come prevedibile, armato fino ai denti.

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Per tutti noi in servizio nella C.C. di Lecce sono stati giorni difficili, eravamo finiti in un tritacarne mediatico incredibile, durato moltissimo, troppo.

In quei giorni, oltre alla preoccupazione per i colleghi, tutto ci è crollato addosso, anni di duro lavoro andati in fumo; migliaia di traduzioni svolte egregiamente, decine di maxi processi senza intoppi, le note di apprezzamento dell'A.G., nulla contava più. Tutto era stato cancellato da un evento che statisticamente non conterebbe nulla.

Avevamo denunciato più volte la grave carenza di organico. Lo avevamo denunciato a tutti i livelli, in prima istanza all' U.S.T., fornendo alcuni incontrovertibili dati; a Lecce con 1000 detenuti 80 unità al N.T.P.,  a Bari con poco meno di 400 detenuti lo stesso numero. E se per quel di Bari non erano e non sono certamente troppi, per Lecce sicuramente erano e sono assai pochi.

PUGLIA. LA DENUNCIA DEL SAPPE: "GLI AGENTI PENITENZIARI IN AFFANNO LA FUGA DI PERRONE NON HA INSEGNATO NULLA"

Inoltre tra Agosto e Settembre, quindi due mesi prima dell'evasione, avevamo denunciato al presidente della regione, e per conoscenza al prefetto di Lecce, al procuratore, ecc. una situazione paradossale riconducibile alla sanità penitenziaria. Ben 500.000 euro di fondi, stanziati per permettere all'istituto di Lecce di ampliare ed ammodernare il reparto infermeria con l'acquisto di apparecchiature diagnostiche, che avrebbero permesso di eseguire molti esami in istituto, stavano per prendere il volo perché non spesi nei tempi indicati.

LECCE, CI SONO 500MILA EURO PER CURARE I DETENUTI, MA L'ASL FA FINTA DI NIENTE

Siamo riusciti in extremis a scongiurare il tutto, grazie soprattutto all'interessamento del prefetto, che ha immediatamente convocato le parti interessate, occupandosi personalmente della questione, che oramai è in via di risoluzione.

Una cosa è certa, farsi ascoltare è difficile, in particolar modo quando chi dovrebbe ascoltare è sordo ed insensibile agli stimoli.

Poche righe per invitare chi ha l'onore di tirare le redini di questo martoriato Corpo ad ascoltarci, di ascoltare chi, tutti i giorni, rischia in prima persona.

Fatelo.

Anche ripristinando il principio secondo il quale "la scorta non deve essere mai inferiore al doppio più uno dei detenuti da tradurre". Un principio cancellato nel nuovo modello organizzativo. Perrone, speriamo solo lui, ringrazia.

Poche righe per invitare tutti i colleghi che giornalmente operano sul territorio a prestare la massima attenzione. Non concediamo sconti a nessuno, pretendiamo sempre di svolgere il servizio in condizioni di sicurezza.

Ancora una volta la Polizia Penitenziaria ha dimostrato nel migliore dei modi quanto vale. Ancora una volta abbiamo dimostrato quanto siamo disposti a rischiare per il bene collettivo.

Questa è la Polizia Penitenziaria.

Mi sento di dire GRAZIE a tutte le persone speciali che hanno collaborato alla cattura del fuggitivo, ai "LUPI", a tutti coloro che hanno dato direttamente o indirettamente il loro contributo.

GRAZIE al Comandante (grande investigatore), grazie alla Dottoressa Russo (la nostra direttrice) a cui dico in bocca al lupo.

Un GRAZIE speciale ai nostri FRATELLI della Polizia di Stato.

Presto tra noi lo dico a Vincenzo ed Antonio.

 

Antonio Musardo vice segretario provinciale del S.A.P.Pe, in servizio presso il N.T.P. della C.C. di Lecce.