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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/12/2015  -  stampato il 11/12/2016


Terminati i braccialetti elettronici: interrogazione parlamentare su esecuzione misure alternative


Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05015
presentata da
MAURIZIO BUCCARELLA 
martedì 22 dicembre 2015, seduta n.556

BUCCARELLA, TAVERNA, AIROLA, PUGLIA, SCIBONA, GIROTTO, CAPPELLETTI, CASTALDI, PAGLINI, MANGILI, DONNO, BULGARELLI, SANTANGELO, BOTTICI, MONTEVECCHI, MORONESE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

si apprende da fonti di stampa della recente astensione dalle udienze proclamata dalle camere penali di tutta Italia dovuta al caos in materia di applicazione di misure alternative alla detenzione in carceremediante lo strumento del "braccialetto elettronico";

in particolare, si sta verificando in tutta Italia che i provvedimenti dei magistrati che consentono la scarcerazione del detenuto non possano trovare applicazione, in quanto sono esauriti i braccialetti elettronici disponibili;

si riscontra, quindi, il paradosso che, pur vantando un provvedimento favorevole alla scarcerazione, il detenuto non possa essere scarcerato, perché manca il dispositivo che dovrebbe controllarlo durante la sua detenzione domiciliare e, in virtù del decreto-legge n. 146 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 10 del 2014, qualora il magistrato volesse applicare una misura di controllo diversa dal braccialetto, dovrebbe congruamente motivare in merito, visto che il novellato articolo 275-bis del codice di procedura penale prevede che l'assegnazione del braccialetto sia la misura ordinaria;

questa, a parere degli interroganti, vergognosa situazione trova la sua genesi nella convenzione stipulata dal Ministero della giustizia con Telecom, nella quale si prevede un numero di braccialetti (2.000 unità) del tutto insufficienti a coprire il fabbisogno (11.000 detenuti che dovrebbero passare al regime di detenzione domiciliare) della platea interessata;

allo stato, risulta impossibile il rinnovo o, quanto meno, l'aumento dei dispositivi previsti in convenzione, vista l'assenza di fondi disponibili a tal fine;

tutto questo comporta la totale disapplicazione della misura meno afflittiva, che non potrà essere posta in esecuzione fino a quando non sarà messo a disposizione un braccialetto già in uso, con improvvisate liste di attesa che non seguono alcun criterio, dando luogo ad evidenti disparità di trattamento, venendosi a configurare, in pratica, una sorta di lotteria;

gli interroganti ritengono che tale situazione sia indegna di un Paese che vuole definirsi civile, ed è stato nei secoli culla del diritto e dei diritti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della, a parere degli interroganti, grottesca vicenda descritta che, oltre a vanificare nella sostanza il provvedimento legislativo "svuotacarceri" portato avanti dal Governo per porre rimedio all'annosa vicenda del sovraffollamento carcerario, priva di un diritto fondamentale il detenuto che, se ritenuto meritevole da un giudice, deve avere la possibilità di scontare il resto della propria pena in modo meno afflittivo rispetto alla detenzione carceraria, pur limitativo della libertà individuale;

quali misure intenda assumere al fine di porre rimedio a questa situazione, a giudizio degli interroganti medioevale, che affida alla sorte quello che dovrebbe essere un diritto previsto dai principi fondamentali nazionali ed internazionali di qualsiasi ordinamento che voglia definirsi civile.