www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/01/2016  -  stampato il 05/12/2016


Carcere di Rovigo ultimato nel 2013: interrogazione sulla mancata apertura

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-07465
presentato da
BUSINAROLO Francesca
testo di
Mercoledì 20 gennaio 2016, seduta n. 551

BUSINAROLO, AGOSTINELLI, BONAFEDE, COLLETTI, FERRARESI e SARTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
il sistema carcerario italiano è attraversato da gravi problematiche legate al sovraffollamento degli istituti di pena, peggioramento delle condizioni di vita dei detenuti, scarsità del personale e dei mezzi, per cui anche la Corte di Strasburgo, nel 2013, censurò il nostro Paese per il trattamento di alcuni suoi reclusi, costretti in spazi inferiori a quattro metri quadrati, in strutture fatiscenti e con inadeguatezza di servizi igienici e medici; 
nel caso di specie, recenti notizie di stampa (vedasi articoli pubblicati su rovigooggi.it del 10 e 11 gennaio 2016) hanno riportato all'attenzione dell'opinione pubblica il caso del nuovo carcere di Rovigo, i cui lavori furono iniziati nel 2010 e terminati nel 2013, con un costo pari a circa 30 milioni di euro ma che, ad oggi, risulta pressoché inutilizzato poiché ancora in attesa del completamento di alcune opere e degli arredi, quale ultimo tassello; 
nello specifico, nel corso di un incontro con il prefetto vicario (al momento prefetto reggente) Carmelo Fruncillo, i rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria hanno delineato un quadro sconcertante rispetto alla situazione in cui versa la nuova struttura carceraria, con un desolante elenco che include la presenza di ratti, vivi e morti, odori nauseabondi e infiltrazioni di umidità che hanno provocato già diversi danni ai pavimenti in legno; 
la situazione risulta ancora più complessa per coloro che operano all'interno del nuovo carcere (sia come agenti penitenziari addetti alla sorveglianza che come personale amministrativo) e che, in attesa dell'arrivo dei trenta detenuti ancora ospitati nella vecchia struttura penitenziaria rodigina di via Verdi, si trovano a dover espletare le loro mansioni in entrambi gli istituti penitenziari, oltre ad un piantonamento ospedaliero di un detenuto, con un sovraccarico di lavoro ed un aggravio dei turni, costretti spesso a lavorare in condizioni estremamente precarie, senza riscaldamento e nella situazioni di insalubrità sopra descritta; 
da ulteriori notizie di stampa (vedasi articolo de Il Gazzettino del 13 gennaio 2016) si apprende di una visita effettuata il 12 gennaio 2016 presso il nuovo carcere da parte del provveditore all'amministrazionepenitenziaria per il Triveneto, Enrico Sbriglia, che sarebbe intervenuto per riportare la calma dopo le manifestazioni di protesta dei giorni scorsi da parte dei rappresentanti sindacali dell'amministrazionepenitenziaria nei confronti della direttrice del carcere di Rovigo, Antonella Forgione, relative alla situazione di emergenza e precarietà e ai gravi ritardi nella inaugurazione ufficiale della nuova sede; 
i ritardi nella consegna del nuovo istituto penitenziario, costato circa 30, milioni di euro e che necessita di ulteriori risorse economico-finanziarie, denotano, a giudizio degli interroganti, un grave spreco di denaro pubblico –: 
alla luce di quanto descritto in premessa, quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare, al fine di verificare le condizioni in cui versa la nuova struttura carceraria di Rovigo, con l'obiettivo di garantire un miglioramento delle condizioni lavorative per il personale, nonché condizioni di vita dignitose per i detenuti e quali siano i tempi previsti relativamente all'assunzione di nuove unità di personale finalizzato al regolare svolgimento delle attività penitenziarie. (5-07465)