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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/01/2016  -  stampato il 10/12/2016


Schema di decreto di riorganizzazione DAP: proposte del SAPPE sulla Formazione

Il Ministero della Giustizia ha diramato la bozza di decreto di riorganizzazione del DAP. Di seguito vi proponiamo la proposta SAPPE sulla formazione in generale e sulla "Direzione Generale della Formazione" in particolare.

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BOZZA DI DECRETO DI RIORGANIZZAZIONE DAP

 

La struttura della Direzione Generale della Formazione è quella che più di tutte testimonia una volontà di non innovare l'amministrazione penitenziaria. Il DPCM invece faceva ipotizzare intenti diversi.

Nella bozza, inoltre, colpiscono in maniera particolare i tagli operati in periferia, a fronte dei maggiori tagli che era possibile operare per gli uffici centrali se si fosse partiti proprio dalla riorganizzazione della "formazione", soprattutto se intesa come 'funzione formativa' e non come 'ufficio'.

Non può sfuggire, infatti, come nella neonata Direzione Generale dello Formazione si registrano frammentazioni, disseminazioni e ubicazioni davvero senza  senso.

L'attività formativa è unica, perché unica è la politica in materia di formazione del personale: le differenze risultano essere quelle relative alla specificità di alcuni compiti ma tutto questo avviene all'interno di linee guida di contenuti e metodologia che devono essere attuabili per tutti gli operatori penitenziari. Presso questa Direzione Generale è necessario prevedere una presenza interprofessionale elevata, in grado di poter fornire nelle fasi di progettazione una visione olistica e multidisciplinare delle esigenze formative di tutto il personale,  a prescindere dai destinatari dei corsi di formazione.

La struttura della Direzione Generale, invece, non soddisfa l'esigenza di organizzare per aree di competenza omogenee le funzioni di raccordo tra DAP e DGMC., che invece appaiono essere uno dei compiti previsti dal DPCM.

Si suggerisce, per questo, di ridurre il numero degli Uffici di livello dirigenziale non generale presso la Direzione Generale della Formazione mediante accorpamento per omogeneità di competenze, degli Uffici II e III che, entrambi, si occupano di formazione, rappresentando, di fatto, una duplicazione non giustificata in modo sostanziale dalla distinzione tra personale area penale interna e personale area penale esterna.

Se è vero che la formazione rivolta alla Polizia Penitenziaria assorbe circa il 90% del fabbisogno formativo nazionale questo elemento dovrebbe servire a dare maggiore competenza all'ufficio IV che si occupa di formazione della Polizia Penitenziaria e prevedere la prima formazione, o formazione iniziale, attualmente non contemplata nelle competenze dell'Ufficio IV ma richiamata nell'Ufficio II, ossia formazione del personale dell'area penale interna.

Sempre in tale ottica, la direzione dell'ufficio IV della Direzione Generale della Formazione dovrebbe essere affidata ad un dirigente del Corpo, atteso anche che si tratta di formazione del personale di Polizia Penitenziaria.

Si parla in diverse circostanze della Scuola Superiore dell'Esecuzione Penale Esterna, che non appare essere riferita ad una nuova denominazione dell'ISSPe per cui non si comprende di cosa si tratti.

 

SCUOLE DI FORMAZIONE

Per quanto riguarda le scuole di formazione,  si stigmatizza come queste vengono genericamente definite articolazioni territoriali perdendo la connotazione identificativa di scuole del Corpo.

Occorre aggiungere che ancora una volta si parla di riorganizzazione delle scuole senza un senso logico. Invece, a parere nostro, può essere l'occasione, finalmente, di individuare quali siano le scuole del Corpo, in aderenza all'art. 3 l. 395/90, adottando un regolamento per le scuole da emanarsi dopo la riorganizzazione di settore e del loro organico.

Di buon grado si accetta l'istituzione di un ufficio (Ufficio I) quale organo di predisposizione e controllo laddove potrebbe rientrare anche la competenza del regolamento delle scuole (specializzazioni, aggiornamento, formazione iniziale vari ruoli, ecc.) ed anche le competenze dei rapporti con la prevista commissione per la formazione che in tal caso potrebbe acquisire una competenza non più solo consultiva bensì vincolante con apposito regolamento.

L'accorpamento di più scuole desta perplessità di carattere logico, proprio in assenza di un regolamento e nel voler attribuire loro le opportune competenze.

Porre tre scuole distanti tra loro diverse centinaia di chilometri, sotto un'unica direzione (senza peraltro prevedere le modalità di funzionamento) lascia sconcertati.

Più logico sarebbe, tuttavia, accorpare Verbania e Cairo per una motivazione territoriale dovuta all'accorpamento delle regioni Liguria-Piemonte e nella considerazione che la Scuola di Verbania gestisce anche un settore dell'Ente Assistenza con la presenza di una cooperativa, avendo un limitato spazio per la prima formazione.

Cosa diversa per Cairo che sia per estensione che per capienza offre una capacità alloggiativa, strutturale ed organizzativa ben superiore alle altre scuole ed è una struttura di proprietà demaniale, elementi questi che possono attribuirle la qualità di scuola capofila.

Non si può certo dimenticare l’importanza storica di Cairo Montenotte sia come bacino di utenza sia come riferimento territoriale di prioritaria importanza che è ormai la più antica scuola del Corpo la cui valenza non può essere ignorata a nessun livello.

Anche Parma potrebbe essere lasciata singola come Portici e Catania.

Un discorso a parte per la Scuola di Formazione di Sulmona di cui si decreta la incorporazione in quella di Roma, con assorbimento della Direzione, mentre viene mantenuta l’ autonomia di quella di Portici, da tempo limitatamente operativa  rispetto a quella sulmonese.

Una soluzione più logica e  priva di oneri economici e funzionali imporrebbe di assegnare alla Direzione della Scuola di Sulmona il Dirigente dei limitrofi Istituti penitenziari cittadini, al fine di garantire una gestione costantemente presente e prossima alle esigenze della struttura, in luogo di vincolare la Dirigenza della Scuola di Roma a trasferte che implichino ulteriori costi o, in alternativa, conferire la Direzione ai prossimi dirigenti del Corpo, attesa la recente parificazione di competenze ed operativa, con i ruoli della Polizia di Stato, disposta nella Legge di Stabilità.

Altra considerazione che interessa l’individuazione delle Scuole di Formazione è sull’unificazione della formazione  del personale sia Adulti che Minori, che prevede una piccola Scuola di Messina, con aggravio di spese e sperpero di personale, quando a meno di 100 km vi è la mega Scuola di Formazione di Catania - San Pietro Clarenza.

 

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