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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/02/2016  -  stampato il 05/12/2016


Capo DAP adotta provvedimento di sospensione facoltativa dal servizio al posto del Ministro: TAR Bari annulla decreto

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;

sul ricorso numero di registro generale 1679 del 2015, proposto da:

-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avv. Michele Dionigi, con domicilio eletto presso Michele Dionigi in Bari, Via Beata Elia San Clemente n. 220;

contro

Ministero della Giustizia, Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria , rappresentato e difeso dall'avv. Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, presso i cui uffici, siti in Bari, alla via Melo n. 97, è domiciliato ex lege;

per l'annullamento

a) del decreto n. 0330155-2015/2318/DS14 del 13/10/2015, con il quale il Capo dell'Amministrazione  Penitenziaria  del Ministero della Giustizia ha disposto, nei confronti del ricorrente, la sospensione dal servizio ai sensi dell'art. 7 comma 2 D.Lgs. n. 449 del 1992;

b) di tutti gli atti connessi, presupposti e conseguenti, ivi compresa la nota prot. (...) del 13/10/2015, a firma del Commissario Capo della Divisione Generale del Personale del D.A.P. del Ministero della Giustizia, di trasmissione del decreto sub 1) alla Direzione della Casa Circondariale di Bari ed all'Ufficio del Personale di Bari del Provveditorato Regionale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 gennaio 2016 la dott.ssa Desirèe Zonno e uditi per le parti i difensori Michele Dionigi;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Rilevato che il ricorrente è stato destinatario di provvedimento di sospensione facoltativa dal servizio ai sensi dell'art. 7 comma 2 D.Lgs. n. 449 del 1992, che impugna in questa sede, unitamente agli atti presupposti;

rilevato che il provvedimento è stato adottato dal Capo del Dipartimento;

rilevato che il ricorrente deduce, tra gli altri vizi, quello di incompetenza, perché il provvedimento non è stato adottato dal Ministro;

rilevato che l'amministrazione non ha svolto alcuna difesa sul punto, limitandosi alla costituzione formale;

rilevato che non è stata neppure richiesta, dall'amministrazione, la concessione di termine per l'adozione di un provvedimento di ratifica;

rilevato che la censura è fondata perché competente all'adozione di un provvedimento di sospensione dal servizio di un appartenente al corpo della polizia  penitenziaria , ai sensi dell'art. 7 comma 1 D.Lgs. n. 449 del 1992, è il Capo del Dipartimento amministrazione  penitenziaria , mentre il Ministro, adotta, invece, i provvedimenti ex art. 7 comma 2, allorché ricorra un'ipotesi di reato particolarmente grave e al di fuori dei casi contemplati al comma 1 dello stesso art. 7 (v. T.A.R. Catania, (Sicilia), sez. III, 22/09/2005, n. 1430);

rilevato che l'accoglimento della doglianza di incompetenza non intacca gli atti endoprocedimentali di valutazione di gravità dei fatti ascritti al ricorrente, sicchè per essi non va pronunciato l'annullamento;

ritenuto che la adeguata motivazione del provvedimento in ordine ai requisiti di adozione del provvedimento impone di derogare alla regola della soccombenza in ordine alle spese;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l'effetto annulla il decreto n. 0330155-2015/2318/DS14 del 13/10/2015, del Capo dell'Amministrazione  Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Spese integralmente compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 14 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:

Desirèe Zonno, Presidente FF, Estensore

Viviana Lenzi, Referendario

Cesira Casalanguida, Referendario