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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/01/2016  -  stampato il 03/12/2016


Sanzione pecuniaria a Poliziotto penitenziario: PRAP Sicilia si autotutela e sospende la sanzione ma paga le spese processuali

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

sezione staccata di Catania (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

in forma semplificata ex art. 60 cod. proc. amm.;

sul ricorso numero di registro generale 2813 del 2015, proposto da C.M., rappresentata e difesa dall'avv. Mario Fallica, con domicilio eletto presso il suo studio, in Catania, Via Umberto, 296;

contro

Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria  - Provveditorato Regionale dell'Amministrazione  Penitenziaria  per la Sicilia, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania, domiciliata in Catania, Via Vecchia Ognina, 149;

per l'annullamento

- del decreto n. 43/15 del 5-10-2015, mediante il quale il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione  Penitenziaria  per la Sicilia ha irrogato alla ricorrente la sanzione disciplinare della pena pecuniaria;

- nonché di ogni altro atto connesso, ivi compreso l'atto di contestazione di addebito disciplinare del 24-3-2015 a firma del Funzionario istruttore.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 13 gennaio 2016 il dott. Francesco Mulieri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con ricorso ritualmente notificato e depositato, la Sig.ra C.M., assistente capo di Polizia  Penitenziaria , ha impugnato i provvedimenti di cui in epigrafe chiedendone l'annullamento, vinte le spese, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili.

Per resistere al ricorso si è costituito il Ministero della Giustizia.

Con memoria depositata in data 8 gennaio 2106, la ricorrente ha rappresentato che, successivamente alla notifica del ricorso ed alla iscrizione della causa a ruolo, il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione  Penitenziaria per la Sicilia - con proprio Decreto n. 01/15 del 22 dicembre 2015, notificato alla ricorrente il 29 dicembre 2015, ritenuta la fondatezza del primo motivo di impugnazione - ha disposto l'annullamento in autotutela del proprio Decreto n. 43/2015, così revocando la sanzione disciplinare con esso inflitta.

Ha, pertanto, chiesto la declaratoria della cessazione della materia del contendere con la vittoria delle spese di giudizio.

All'udienza camerale del 13 gennaio 2016 il ricorso è stato posto in decisione.

Il Collegio, tenuto conto dell'intervento in autotutela dell'Amministrazione resistente, non può che dichiarare cessata la materia del contendere.

Le spese, liquidate come in dispositivo, vengono poste a carico della predetta Amministrazione in applicazione del principio di soccombenza virtuale.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara cessata la materia del contendere.

Condanna il Ministero della Giustizia al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 1.500,00 (millecinquecento/) oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 13 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:

Gabriella Guzzardi, Presidente

Francesco Brugaletta, Consigliere

Francesco Mulieri, Referendario, Estensore