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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/02/2016  -  stampato il 08/12/2016


Scusi: posso fare la “battitura” o disturbo?

 La recente clamorosa evasione da Roma Rebibbia ripropone i tema, ormai non più caro ai nostri politici, della sicurezza delle carceri o meglio dei tagli alla sicurezza in genere. Mai come in questo ultimo periodo, nel quale la CEDU e l’Europa ci hanno fracassato gli organi riproduttivi con la storia dei metri quadrati e della sentenza Torreggiani,  abbiamo assistito ad un tasso così alto di evasioni dalle carceri italiane. Una volta le evasioni facevano più scalpore perché erano rare. Oggi ci lasciano, a momenti, indifferenti, perché sono figlie di quella politica dissennata che continua a non assumere giovani agenti, che continua a tagliare, accorpare, risparmiare……sulla nostra pelle. Negli ultimi due anni c'è stata la corsa forsennata alla ricerca di nuovi spazi per i detenuti e per dar loro una carcerazione dignitosa, dando sempre meno importanza alla sicurezza e ai buoni vecchi metodi tramandati dagli agenti di custodia, in nome di un garantismo esasperato che tiene  conto solo dei diritti dei detenuti.

Abbiamo a che fare con un Corpo di “vecchi”; personale di Polizia Penitenziaria la cui età media anagrafica, in alcune carceri del Sud è di 50 anni, fattore di criticità a cui nessuno sembra dare importanza, basandosi solo su teorie scientifiche elaborate da qualche scienziato del DAP che dividono il numero degli agenti per quello dei detenuti, ottenendo un fattore rischio solo a 0,45. Quindi se la vostra divisione vi dà come risultato 0,68 o 0,75  siete a cavallo: non avete bisogno di nuovo personale, anche se quello che avete cade a pezzi e non viene a fare le notti.

In molte carceri non si effettuano più le battiture delle inferriate, né si entra di notte nelle celle, né si accendono le luci (dobbiamo disturbare il sonno dei detenuti? La CEDU direbbe che si tratta di un trattamento degradante e ai limiti della tortura) si perdono così i “fondamentali” del poliziotto penitenziario. Ed è così che due detenuti rumeni, un po’ per mancanza di personale, un po’ perché abbiamo dimenticato come si lavora, segano le sbarre e scappano come nella più classica delle evasioni.

Si spendono milioni di euro per carceri super tecnologiche e dopo due anni, quando finiscono i soldi per la manutenzione si sfascia tutto e non funziona più niente. Torniamo ad insegnare, prima ai Commissari – Comandanti e poi agli agenti a fare le battiture delle inferriate ( tra gli agenti di custodia era elevata ad arte: era come suonare uno strumento), torniamo ad insegnare  come si fanno le perquisizioni sulla persona e all’interno delle celle, torniamo ad insegnare come si fa a tenere il fiato sul collo ad alcuni detenuti stranieri che hanno nel DNA la tendenza all’evasione, applichiamo agli ex evasi il 41 bis, fate qualcosa, mandate i soldi per riparare i muri di cinta, gli impianti di video sorveglianza obsoleti. Non siamo più in grado di garantire la sicurezza ai cittadini. Sappiamo solo dire che i detenuti restano aperti  per almeno 8 ore al giorno, e che prossimamente, forse, anche i mafiosi potranno stare fuori dalle celle almeno 8 ore, con tutto quello che di negativo ne potrà derivare ...