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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/02/2016  -  stampato il 21/02/2017


Servizio navalle della Polizia Penitenziaria: interrogazione parlamentare sulla chiusura delle basi navali

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05245
presentata da
VINCENZO SANTANGELO 
martedì 9 febbraio 2016, seduta n.574

SANTANGELO, MARTON, CRIMI, CAPPELLETTI, SERRA, DONNO, MORONESE, BERTOROTTA, PAGLINI, BULGARELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

il "Servizio Navale" del corpo di Polizia penitenziaria è stato formalmente costituito con il decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1983, n. 740, recante "Disciplina per l'iscrizione nel quadro del naviglio militare dello Stato di unità navali del Corpo degli agenti di custodia". Esso dispone che le unità navali in dotazione del Corpo degli agenti di custodia (dal 1990 Polizia penitenziaria) siano iscritte in un ruolo speciale del naviglio militare dello Stato. Successivamente, il "Servizio Navale" viene riconosciuto dall'art. 3, comma 2, della legge 15 dicembre 1990, n. 395, demandando l'organizzazione e le modalità operative-logistiche al regolamento di servizio del corpo di Polizia penitenziaria emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82;

il Servizio navale costituisce un supporto operativo-logistico alle strutture penitenziarie di Favignana (Trapani), Porto Azzurro-Marina di Campo, Gorgona, Venezia e Napoli. In relazione alle prestazioni, il naviglio si distingue in: naviglio d'altura, se atto alla navigazioni senza particolari limitazioni; naviglio costiero, se atto alla navigazione non superiore alle venti miglia dalla costa; naviglio d'uso locale, se atto alla navigazione non superiore alle sei miglia;

il personale preposto alle basi navali del corpo di Polizia penitenziaria è qualificato mediante apposita abilitazione agli incarichi di coperta o di macchina, conseguita al termine di corsi svolti presso le scuole sottoufficiali della Marina militare di La Maddalena (Olbia-Tempio), presso la scuola nautica della Guardia di finanza di Gaeta (Latina) o di altre forze di polizia, o presso altri istituti o scuole di formazione navale;

con nota informativa GDAP-0015223 del 15 gennaio 2016, l'amministrazione ha manifestato la volontà di chiudere tutte le basi navali della Polizia penitenziaria, ad esclusione delle sedi di Venezia e Livorno-Gorgona;

il requisito operativo assegnato al naviglio militare degli agenti di custodia è quello di assicurare: il pattugliamento delle acque adiacenti alle case di pena; il trasporto rapido del personale militare e civile dell'amministrazione penitenziaria per compiti istituzionali, l'appoggio dal mare a rastrellamenti effettuati in terraferma per la ricerca di evasi; il soccorso alla vita umana in mare e gli interventi sanitari di emergenza; il trasporto di armamenti e dotazioni varie;

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

a Favignana, la base navale della Polizia penitenziaria è presente da più di 31 anni e, oltre al servizio traduzioni detenuti, negli ultimi anni ha svolto importanti operazioni di controllo nell'area marina protetta (AMP) delle isole Egadi, la più grande d'Europa con i suoi 53.992 ettari di mare (dal 2001 affidata in gestione al Comune di Favignana dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare), come scaturito dall'accordo di collaborazione con la stessa, con l'ausilio delle motovedette d'altura classe "V", al fine di potenziare le attività di vigilanza, durante il periodo estivo, sui pescatori di frodo;

il 25 settembre 2011, dopo 3 anni di lavori ed una spesa di circa 11 milioni di euro, è stata inaugurata la nuova casa di reclusione, struttura progettata per ospitare 120 detenuti sull'isola di Favignana;

il "Servizio Navale" costituisce un supporto operativo logistico alle strutture penitenziarie esistenti sul territorio, oltre ad essere uno strumento operativo e di controllo dell'arcipelago delle isole Egadi;

detto presidio nell'arcipelago egadino ha svolto un ruolo importante nei casi di sbarchi di migranti, visto che l'isola di Favignana è stata spesso punto di sbarco, e le motovedette della Polizia penitenziaria sono state d'ausilio per le emergenze o, come spesso accaduto, di fondamentale importanza per l'avvenuto intervento, in occasione di malori o incidenti sia in mare che sulla terraferma;

considerato inoltre che:

anche le altre realtà come il "Servizio navale" di Nisida (Napoli), istituito a suo tempo proprio per dare supporto operativo e controllo costiero all'istituto minorile di Nisida e soprattutto per la presenza dei 2 grandi istituti penitenziari della Regione, come la casa circondariale di Secondigliano e Napoli Poggioreale, oggi rappresenta un presidio legalmente riconosciuto sul territorio, inserito in un polo interforze (comando logistico Marina militare - sezione velica Aereonautica militare- comando Guardia di finanza);

risulta agli interroganti che la suddetta base navale del corpo di Polizia penitenziaria abbia un costo annuale di poco superiore ai 20.000 euro;

considerato altresì che, a parere degli interroganti:

è difficile credere che un costo così irrisorio possa compromettere o influire sui bilanci dello Stato;

è impensabile ipotizzare la chiusura del "Servizio Navale" di Porto Azzurro, dove insiste una casa di reclusione con circa 400 detenuti di media sicurezza, che potrebbe rappresentare un pregiudizio all'ordine e alla sicurezza del penitenziario, considerato che non ci sono collegamenti dalle ore 22.00 alle ore 6.00 tra l'isola d'Elba e Piombino e quindi lo stesso garantisce il trasporto in sicurezza allo scalo portuale di Piombino;

il rischio di vedere cancellare da Favignana, Nisida, Porto Azzurro, una "Forza dello Stato" che costituisce un presidio di legalità per i territori isolani, appare paradossale;

sembra paradossale, inoltre, che si debba disperdere la professionalità acquisita dalle unità del personale assegnato in tali sedi, oltre al fatto che l'amministrazione penitenziaria ha sostenuto ingenti costi per la loro formazione e qualificazione, avvenuta presso la Marina militare e la Guardia di finanza;

considerato infine che per quanto risulta agli interroganti:

il 10 dicembre 2015 tra la direzione del carcere di Porto Azzurro e le organizzazioni sindacali locali è stato sottoscritto un accordo per un piano d'impiego del servizio navale sull'Isola di Pianosa prevedendo, d'intesa con l'ente parco dell'Arcipelago Toscano che contribuisce ai costi del gasolio delle motovedette, circa 3 collegamenti a settimana, il totale controllo costiero dell'isola, assistenza medica (l'isola è sprovvista di un presidio sanitario) e la sicurezza nel suo complesso a vantaggio della cittadinanza,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

quali iniziative intenda adottare al fine di tutelare le sedi di Favignana, Nisida e Porto Azzurro e soprattutto il personale specializzato della Polizia penitenziaria, in considerazione dell'importante lavoro di sorveglianza e soccorso in mare svolto nei territori di pertinenza.

(4-05245)