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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/02/2016  -  stampato il 06/12/2016


Consiglio di Stato annulla sentenza TAR: ai Poliziotti penitenziari riconosciuta pregressa anzianitą di servizio

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 10637 del 2015, proposto da:

C.G., V.B., R.D. e G.D.V., rappresentati e difesi dagli avv.ti Domenico Tomassetti, Fabio Falco e Maria Cristina Manni, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, via G. Pierluigi da Palestrina, n. 19;

contro

Ministero della Giustizia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, è legalmente domiciliato;

Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Ministero dell'Economia e delle Finanze.

per la riforma

della sentenza del T.A.R. Lazio - Roma, Sez. I Quater n. 07491/2015, resa tra le parti, concernente riconoscimento della pregressa anzianità di servizio ai fini dell'attribuzione delle classi stipendiali e conseguente corresponsione delle differenze retributive maturate.

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati.

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia.

Viste le memorie difensive.

Visti tutti gli atti della causa.

Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 gennaio 2016 il Cons. Alessandro Maggio e uditi per le parti l'avvocato Tomassetti e l'avvocato dello Stato Fedeli.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Considerato:

a) che con ricorso al T.A.R. Lazio - Roma, i sig.ri C.G., V.B., R.D. e G.D.V., hanno chiesto che venisse accertato il loro diritto ad ottenere il riconoscimento della pregressa anzianità di servizio ai fini giuridici ed economici, con condanna dell'intimata amministrazione alla corresponsione delle somme conseguentemente dovute;

b) che con sentenza n. 7491/2015, il giudice adito, ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività;

c) che avverso la citata sentenza hanno proposto appello i sig.ri G., B., D. e D.V. deducendo, tra l'altro, violazione del principio del contradditorio per aver il giudice, posto a fondamento della decisione una questione rilevata d'ufficio, senza dare alle parti l'avviso di cui all'art. 73, comma 3, c.p.a.;

d) che tale motivo, di carattere assorbente, merita accoglimento, atteso che:

d1) dal verbale relativo alla pubblica udienza del 20/11/2014, risultano confermate le affermazioni di parte appellante;

d2) la mancata osservanza da parte del giudice della disposizione di cui al citato, art. 73, comma 3, si risolve in una violazione del principio del contradditorio (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 26/8/2015 n. 3992 e Sez. V, 2/5/2013 n. 2402);

e) che, ai sensi dell'art. 105, comma 1, del c.p.a., quando è mancato il contraddittorio "Il Consiglio di Stato rimette la causa al giudice di primo grado ..." (Cons. Stato, Sez. III, 19/3/2015 n. 1438);

f) che pertanto l'appello va accolto, con conseguente annullamento della sentenza impugnata e rimessione della causa al TAR Lazio - Roma;

g) che la necessità di rinviare al giudice di prime cure per una nuova pronuncia non consente al Collegio di esaminare gli altri motivi di appello;

h) che spese e onorari di giudizio, in considerazione della natura della controversia, possono essere integralmente compensati.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto,

lo accoglie e, per l'effetto, annulla l'impugnata sentenza, rimettendo la causa al giudice di primo grado.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 21 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:

Sergio Santoro, Presidente

Sandro Aureli, Consigliere

Fabio Taormina, Consigliere

Leonardo Spagnoletti, Consigliere

Alessandro Maggio, Consigliere, Estensore