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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/03/2016  -  stampato il 08/12/2016


Pietro Buffa il nuovo Direttore Generale del Personale e delle Risorse

E alla fine un meduriano è arrivato ai vertici dell’amministrazione penitenziaria. Ad undici anni dall’entrata in vigore della famigerata Legge Meduri, un dirigente inquadrato per effetto di quella norma, dopo aver ottenuto la dirigenza generale e le funzioni di provveditore regionale, arriva a sedersi sulla poltrona di direttore generale del personale e delle risorse.

Quel dirigente è Pietro Buffa, già Provveditore Regionale dell’Emilia Romagna e torinese di nascita. Il dottor Buffa vanta un curriculum accademico di tutto rispetto: una laurea in Scienze Politiche ed una seconda in Programmazione delle Politiche e dei Servizi Sociali, specializzazione in Criminologia Clinica indirizzo psicologico–sociale, perfezionamento in Psicopatologia Penitenziaria ed Istituzionismo, in Psicologia Investigativa e Psicopatologia delle Condotte Criminali, in Psicologia Forense e in Psicologia Penitenziaria e, infine, un Dottorato di Ricerca in Sociologia del Diritto.

Prima di entrare nell’amministrazione penitenziaria Pietro Buffa ha vinto una borsa di studio del Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica diventando interno presso l’Istituto di Psichiatria Forense e Criminologia Clinica dell’Università di Genova, poi Esperto Criminologo presso il Tribunale di Sorveglianza di Torino e quindi Esperto in Criminologia nel Distretto di Corte d’Appello di Torino. Infine, nel 1993, ha vinto il concorso per Direttore di Istituto Penitenziario, 8ª qualifica funzionale, con assegnazione presso la Casa Circondariale di Torino Le Vallette, per andare, poi, alla Casa Circondariale Asti e agli Istituti Penali di Alessandria. Nel 1999 diventa Direttore della Casa di Reclusione S.Michele di Alessandria e, poi, Direttore Reggente della Casa di Reclusione di Saluzzo. Nel giugno del 2000 è Direttore reggente della C.C. Torino Le Vallette. Nel 2007 ha una breve esperienza al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, all’Ufficio per l’Attività Ispettiva e del Controllo per lo sviluppo dei sistemi applicativi SID ed eventi critici, assumendo anche l’incarico di Segretario della Cassa delle Ammende. Il 15 settembre del 2008 rientra alla Casa Circondariale di Torino con le funzioni di Direttore titolare. Il 5 aprile 2012 è nominato dirigente generale e, a luglio dello stesso anno, gli viene conferito l’incarico di Provveditore Regionale dell’Emilia Romagna; il successivo 6 dicembre assume anche la reggenza del Provveditorato Regionale per il Triveneto, che terrà sino a giugno del 2014. A dicembre del 2015, infine, assume l’incarico di Direttore Generale del Personale e delle Risorse del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Il dottor Buffa è stato autore di numerose pubblicazioni, tra le quali le più significative sono: Pirfo E., Pellegrino A., Buffa P.: “La psichiatria carceraria in Italia: La Casa Circondariale Le Vallette di Torino”. Buffa P., Ferrero A., Moretti M., Sarzotti C., Vidoni O.: “La legge è uguale per tutti: gioco di ruolo sui temi del rapporto società, legalità, pena, carcerazione e giustizia”, Sensibili alle foglie, Roma, 2002. “La pratica sportiva tra le mura del carcere” in Bal Filoramo L. (a cura di) “Lo sport nelle età della vita”, Celid, Torino, 2003. “I territori della pena: alla ricerca dei meccanismi di cambiamento delle prassi penitenziarie”, EGA, Torino 2006. Buffa P., Pellegrino A., Pirfo E.: “Attenzione al disturbo psichico e territorializzazione della cura: nuovi metodi dell’intervento psichiatrico in carcere”, in Nòos aggiornamenti in psichiatria, 12, 1, gennaio – aprile 2006. “Prigioni: Amministrare la sofferenza”, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2013. “L’umanizzazione del carcere: alcune riflessioni su una sfida organizzativa al management penitenziario” in Democrazia e Diritto, “Carcere, giustizia e società nell’Italia contemporanea”, LI, 3/2014. “Umanizzare il carcere: Diritti, resistenze, contraddizioni ed opportunità di un percorso finalizzato alla restituzione della dignità”, Laurus, Roma, 2015.

In buona sostanza, a differenza della stragrande maggioranza dei suoi predecessori, il neo Direttore Generale del Personale è un dirigente che ha nel DNA la galera ...quella vera. Chissà che questa prerogativa possa imprimere una qualche svolta alla politica del Dap?

Per quello che ci riguarda, come abbiamo sempre fatto, non possiamo che concedere tutta la nostra fiducia al nuovo Capo del Personale, offrendo la consueta costruttiva collaborazione. Non mancheremo, poi, di trarre le nostre conclusioni tra qualche mese, alla prova dei fatti.

Un augurio di buon lavoro al dottor Buffa anche a nome dei diecimila iscritti del Sappe.