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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/03/2016  -  stampato il 10/12/2016


La Polizia Penitenziaria specialista nel trattare i detenuti minorenni

Le attività formative rivolte alla Polizia Penitenziaria del contingente che opera nelle strutture per minorenni sono riprese come da programma. Infatti dal 7 al 20 febbraio 2016 si è tenuto presso l’ICF di Roma la diciassettesima edizione del corso di “Specialista nel trattamento dei detenuti minorenni”.

Le ultime notizie avute dal Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità ci dicono che il Corso di Specializzazione continuerà presumibilmente fino a marzo 2016. Inoltre da un conteggio fatto a febbraio, risulta che sono stati formati 602 poliziotti penitenziari con un’anzianità di servizio di oltre cinque anni nel settore minorile.

Con il modulo di marzo 2016 si doveva concludere la prima fase del progetto ma secondo alcuni addetti ai lavori ci sarebbe un cospicuo numero di giovani Agenti che in questi oltre 3 anni di corso hanno maturato i 5 anni di anzianità nei servizi minorili.

Come abbiamo già detto in passato, il restante personale di Polizia Penitenziaria, che opera nei servizi minorili da meno di 5 anni, qualora intendesse conseguire la specializzazione nel trattamento dei detenuti minorenni, potrà partecipare in futuro (previa ammissione mediante selezione per titoli) ad un corso articolato in moduli didattici di carattere teorico e pratico riguardanti gli aspetti normativi, deontologici e educativi.

Detto corso avrà la durata di tre mesi. Nel suo aspetto pratico, è previsto un tirocinio di durata non inferiore ad un terzo del percorso formativo (un mese circa) sul posto di servizio, in affiancamento nei servizi minorili. Al termine del corso è inoltre prevista una prova di verifica in forma scritta e orale tendente ad accertare l’apprendimento delle competenze specifiche per il settore minorile.

Si evidenzia che lo “Specialista nel trattamento dei detenuti minorenni”, per la specificità delle funzioni di sicurezza e trattamento, deve possedere:

• attitudine e soprattutto una personalità equilibrata e corretta dal punto di vista deontologico in linea con le nuove teorie psico-pedagogiche. La qualità dei rapporti che deve instaurare rappresenta una condizione imprescindibile per la buona riuscita dei progetti educativi elaborati per i minorenni;

• capacità di saper valutare in ogni momento le molteplici situazioni ed avvenimenti che possono incidere positivamente o negativamente sul processo evolutivo del minore detenuto.

Per concludere, ricordiamo che l’Istituto centrale di formazione del personale della giustizia minorile (ICF) ha il compito di progettare e realizzare le attività formative, di aggiornamento e qualificazione professionale rivolte al personale della giustizia minorile e di svolgere attività di studio, ricerca e sperimentazione di indirizzi e metodi in materia di formazione, nonché di produrre documentazione scientifica e culturale inerente le materie di pertinenza.

A tal fine declina gli obiettivi definiti dalle linee di indirizzo e di programmazione generale, individuando le opportune strategie formative ed i relativi metodi in materia di formazione (di primo ingresso e permanente).