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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/03/2016  -  stampato il 06/12/2016


Esplode la protesta tra i direttori per la nomina dei dirigenti generali. Comitato spontaneo scrive al Presidente della Repubblica

Un sedicente Comitato spontaneo dei dirigenti penitenziari sta facendo circolare, tra tutti gli addetti ai lavori, una nota indirizzata al Presidente della Repubblica e a numerose altre cariche istituzionali che ha per oggetto una vibrata protesta contro le due recenti nomine di due nuovi dirigenti generali (Cinzia Calandrino e Lucia Castellano).

Riportiamo di seguito, per dovere di cronaca, il testo della lettera in questione.

 

 

 

Al Signor Presidente Della Repubblica Italiana

Sergio Mattarella

 

Oggetto: Nomina dirigenti generali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

 

Egregio Signor Presidente della Repubblica,

chi le scrive è il Comitato Spontaneo di Direttori Penitenziari.

Nei prossimi giorni saranno sottoposti alla Sua attenzione ed alla Sua firma due decreti di nomina di Dirigenti Penitenziari Generali.

Il Consiglio dei Ministri nella seduta n. 106 del 26 febbraio 2016 ha deliberato “la nomina a dirigenti generali del ruolo penitenziario di Cinzia Calandrino e Lucia Castellano, dirigenti dell’Amministrazione Penitenziaria”.

 Le nomine sono regolamentate dall’art. 8 del D. Lg.vo n. 63 del 2006 che recita:

Art.8.
Nomina a dirigente generale penitenziario

1. La nomina a dirigente generale penitenziario può essere conferita ai funzionari con qualifica di dirigente che abbiano svolto incarichi di particolare rilevanza, ivi compresi quelli di cui all'articolo 7, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro, fermo restando quanto previsto dall'articolo 9, comma 5. Resta altresì fermo quanto previsto dall'articolo 18 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e dall'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Abbiamo cercato sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia i curricula delle dottoresse per capire cosa ci fosse di così importante nella loro storia professionale.

Non abbiamo trovato il curriculum di Lucia Castellano poiché da diversi anni è “fuori ruolo” per svolgere le attività di assessore al Comune di Milano prima e di Consigliere regionale della Lombardia oggi.

Sappiamo di lei che è donna di grande intelligenza e coraggio, che ha diretto il piccolo istituto di Eboli, che ha svolto le funzioni di Vice Direttore a Secondigliano e che ha avviato e diretto il Carcere di Bollate.

Da circa sei anni si occupa di altro.

Allo stato risulta ancora Consigliere regionale della Lombardia eletta nella lista “Con Ambrosoli Presidente” di cui presiede il Gruppo Consiliare.

Il curriculum di Cinzia Calandrino non riserva sorprese.

Ha avuto come primo incarico la vicedirezione  del carcere di Genova e, dopo poche settimane, ha iniziato la sua carriera Dipartimentale tra segreterie e Commissioni di esami (all’epoca ben retribuite) che le ha consentito di non entrare mai più, per circa 30 anni, in un istituto penitenziario.

Dopo la nomina a Dirigente Penitenziario ha svolto le funzioni di Direttore dell’Ufficio per i Rapporti con le Regioni.

Non siamo riusciti a rinvenire un solo atto o provvedimento emanato a firma della Dott.ssa Calandrino in tutti gli anni in cui ha ricoperto l’incarico di staff del Capo del Dipartimento.

Siamo riusciti a rinvenire il suo nome solo in calce ai comunicati sindacali del SIDIPE di cui è Presidente (in passato le nomine a Dirigente Generale erano toccate ai Segretari del Sidipe).

Quali saranno stati gli incarichi di particolare rilevanza che hanno convinto il Ministro della Giustizia a proporre la nomina delle due colleghe ed il Consiglio dei Ministri a deliberarla?

Se lo chieda Signor Presidente e, prima di firmare i decreti, lo chieda anche alle Autorità che leggono per conoscenza.

In entrambi i casi potrà trovare le risposte di natura politica o di natura privata.

Signor Presidente, riponiamo in Lei la nostra ultima speranza.

Il Signor Presidente del Consiglio ha chiarito, in questa occasione, il senso del suo progetto di riforma della P.A. fondato sulla meritocrazia meglio di come ha fatto alcuni anni fa alla Leopolda e negli ultimi mesi con i vari atti normativi.

Il Signor Ministro della Giustizia ha, con la sua proposta, chiarito la posizione rispetto al futuro dell’Amministrazione Penitenziaria così bene da rendere inutile ogni risposta alle richieste di audizione ed alle offerte di partecipazione delle Organizzazioni di Categoria, del Comitato Spontaneo e dei singoli Dirigenti Penitenziari.

I Presidenti del Senato e della Camera non sembrano avere poteri di controllo e di impulso sulle nomine – o forse invece si.

Il Signor Capo dell’Amministrazione ed i Signori Dirigenti Generali non offrono aspettative di sorta rispetto a pur doverose segnalazioni di incongruenza di provvedimenti che debordano dall’autonomia di valutazione all’arbitrio se non agli interessi privati in atti d’ufficio.

Le Organizzazioni Sindacali non hanno alcun interesse a procedure trasparenti che penalizzerebbero il loro presidente, limiterebbero le loro future aspettative, rischierebbero di squarciare la penombra in cui è più facile ottenere vantaggi per gli iscritti.

Non ci rimane che Lei, Signor Presidente Mattarella, per non perdere quell’ultima lacrima di ottimismo e speranza che ci consente di andare avanti.

Grazie per averci letto

Ossequi

Comitato Spontaneo Dirigenti Penitenziari

 

Il Dap prossimo venturo. Il Consiglio dei Ministri nomina due nuovi dirigenti generali: Cinzia Calandrino e Lucia Castellano