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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/03/2016  -  stampato il 06/12/2016


Chi il peggior nemico della Polizia Penitenziaria?

Il mio amico Commissario (Ultimo) dice che “il peggior nemico della Polizia Penitenziaria è la Polizia Penitenziaria” ovvero come possono fare male all’immagine del Corpo i poliziotti penitenziari (o meglio alcuni poliziotti penitenziari) non lo può fare nessuno.

E’ il caso dell’ultimo servizio delle IENE andato in onda l’8 marzo 2016 e che ha suscitato un’ondata di indignazione generale tra gli onestissimi poliziotti penitenziari, troppo spesso ormai additati come “aguzzini”, “torturatori”, massacratori di inermi detenuti”.

Personalmente  penso che riesumare episodi di presunte torture, di scene da film horror con agenti che impiccano nel sonno detenuti (che poi non si ricordano se si sono o se li hanno impiccati), dando al servizio un taglio giornalistico unilaterale, a senso unico; un servizio che punta a sconvolgere i telespettatori che di carcere non masticano nulla.

Se non vivessi quotidianamente la vita delle carceri, della prima linea, dell’umanità degli agenti, dei preposti, dei coordinatori dei Reparti detentivi messa a disposizione della massa di disperati, malati mentali, tossicodipendenti, indigenti ecc.; se non sapessi per certo che per molti detenuti l’unico punto di riferimento è l’agente di sezione che talvolta aiuta, consola, dispensa consigli a quei detenuti che educatamente chiedono un sostegno anche psicologico; se non fossi a conoscenza, grazie al mio amico Commissario, del livello di attenzione posto soprattutto nei confronti di quei detenuti sottoposti  all’isolamento, nei casi previsti dall’O.P. sempre documentati e certificati e per il tempo strettamente necessario e con tutte le garanzie di legge... ebbene se non fossi stato a conoscenza dei meccanismi che regolano la vita carceraria, delle leggi e dei regolamenti che vengono talvolta rispettati in modo pedissequo, il servizio delle IENE avrebbe potuto impressionarmi e invece mi ha lasciato solo rabbia dentro.

Infatti all’affermazione di quel tale, di cui non ricordo il nome, o forse che non vale la pena citare, visto che è stato destituito dal Corpo e che insiste nel dire – testuale – “ il carcere non ci ha leggi” mi si rivolta lo stomaco; non so infatti a quali leggi  faccia riferimento questo individuo, quando invece giornalmente la Polizia Penitenziaria è impegnata a far rispettare le Leggi dello Stato, i regolamenti, che i detenuti tentano ogni giorno e con ogni mezzo di aggirare o violare. Sarebbe stato opportuno da parte delle IENE, invece, intervistare qualcuno delle centinaia di detenuti salvati dal suicidio da parte del generoso personale di Polizia Penitenziaria; sarebbe stato interessante intervistare, per fare da contraltare ad un servizio univocamente teso a screditare l’immagine del Corpo, qualche Comandante di Reparto, cui spetta, tra gli altri compiti, anche quello oneroso e meritorio  di “tutelare la salute dei detenuti”.

Nessuno può escludere che episodi di violenza si siano consumati all’interno delle carceri italiane, e che, però, l’impegno quotidiano dei poliziotti penitenziari è quello di vigilare affinchè fatti del genere non avvengano e al contrario, denunziare, chi si rendesse colpevole di simili misfatti.

Oggi, nelle carceri italiane, e lo dimostra la cronaca di tutti i giorni, la violenza, le angherie, la tortura e la pressione psicologica la subiscono i poliziotti penitenziari, vittime ancora una volta di un garantismo a senso unico, di un giornalismo a caccia di scoop retrodatati e finalizzati a riempire il palinsesto della trasmissione, vittime sacrificali di una sentenza Torreggiani che inevitabilmente – con buona pace dei nostri vertici – ha sacrificato l’ordine e la sicurezza delle carceri in nome di un Europa che NON esiste.

 

La Polizia Penitenziaria ancora ultima tra le Forze di Polizia: e ci credo, con tutto il lavoro del DAP sulla comunicazione ...