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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/03/2016  -  stampato il 09/12/2016


Allarme sicurezza in Sardegna, carernze di organico in tutte le Forze di Polizia

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08088
presentato da
PILI Mauro
testo di
Giovedì 10 marzo 2016, seduta n. 587

PILI. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: 
la legittima difesa costituisce un atto estremo di un cittadino lasciato solo; 
la prevenzione della delinquenza e la tutela dei cittadini rappresentano un elemento imprescindibile di qualsiasi società civile e in questo lo Stato deve svolgere un ruolo decisivo e fondamentale; 
i sindacati di polizia in Sardegna hanno denunciato anche nei giorni scorsi una gravissima situazione legata a carenze d'organico e mezzi in tutta l'isola; 
l'epilogo gravissimo di questo allarme sicurezza in Sardegna si è registrato nella notte del 29 febbraio 2016 con una rapina alla Mondial Pol di Sassari messa a segno da un commando militare composto da una ventina di malviventi dotati di armi pesanti; 
l'allarme è arrivato al 113 quando l'evento criminoso era ancora in corso ed era in atto una sparatoria tra guardie giurate e malviventi; 
la nota girata in questura dal 118, nonostante si fosse a conoscenza che i malviventi fossero dotati di armamento pesante, trovava la totale adesione del personale presente in quell'istante; 
i poliziotti in servizio in quel momento si mobilitavano precipitandosi sul luogo dei fatti seppur, passati all'armeria del corpo di guardia, si rendevano conto che non vi erano armi lunghe disponibili e non c'era disponibile nemmeno un giubbotto antiproiettile; 
sarebbe stato assente qualsiasi supporto illuminotecnico (torce elettriche); 
una volta arrivati sul posto gli agenti intervenuti, che non sapevano ancora se all'interno dell'edificio fossero presenti i rapinatori, avrebbero fatto irruzione al buio, facendosi luce con i propri cellulari; 
dai bossoli rinvenuti sul posto e da altro armamento trovato all'interno di un'autovettura in uso ai rapinatori, gli stessi erano in possesso di armi automatiche di grosso calibro ovvero una dotazione militare a fronte di armi limitate nel numero e datate; 
i pochi agenti che avevano il «privilegio» di un'arma lunga erano dotati di PM.12, una mitraglietta Beretta calibro 9 del 1978, un'arma vecchia di 38 anni per fronteggiare un commando militare dotato di ogni genere di armamento; 
sarebbero risultati tutti scaduti anche i giubbotti antiproiettile; 
se l'assalto fosse stato di terroristi, se in ballo ci fosse stato un obiettivo sensibile nel cuore della città, il tracollo della sicurezza pubblica e individuale sarebbe stato di una gravità ancora più inaudita; 
le principali dotazioni delle forze dell'ordine in Sardegna risultano del tutto inadeguate e con la garanzia scaduta da tempo; 
ad un qualsiasi artigiano che riceve la visita dei controlli per la sicurezza sul lavoro vengono elevati verbali su verbali, sino a farlo fallire per un giorno di ritardo nell'adeguamento di un estintore; 
lo Stato, invece, che lascia migliaia di agenti ad operare senza garantire agli stessi strumenti di sicurezza minimi e a norma, non interviene e con ciò diventa corresponsabile di questi misfatti; 
nessun soggetto verifica le dotazioni di sicurezza del personale delle forze dell'ordine; 
tutto questo emerge da un documento interno, con una denuncia puntuale e circostanziata, trasmesso al questore di Sassari, da un'organizzazione sindacale; 
questa volta non ci sono state vittime, ma la rapina poteva finire in un vero e proprio drammatico bagno di sangue; 
occorre sollevare il velo pietoso di chi vuole coprire questa situazione gravissima e intollerabile, a tutela degli agenti e degli operatori tutti delle forze dell'ordine e dei cittadini; 
tra Sassari e Olbia all'appello manca il 30-35 per cento degli agenti previsti in organico; 
un dato di gran lunga superiore alla media nazionale del 13,2 per cento; 
gli agenti nel nord Sardegna sono 432, ma dovrebbero essere almeno il 30 per cento in più; 
ad Olbia – riporta il quotidiano la Nuova Sardegna – dove è stata scoperta la cellula di Al Qaeda non è stato aggiunto un solo agente in più; 
la provincia di Sassari è la quinta provincia d'Italia per estensione, con oltre 90 capimafia dislocati nel carcere di Bancali, ma si registra un'assenza di uomini e mezzi tra le più alte d'Italia; 
a Sassari il pronto intervento è garantito da una sola macchina e un organico che in 10 anni è stato quasi dimezzato; 
il commissariato di Olbia ha 68 agenti, ma dovrebbero essere almeno 90; 
ad Alghero sono 41 e ne mancano all'appello 19; 
sono sotto organico anche Ozieri, Tempio e Porto Cervo; 
vi sono pochi agenti anche nel Nuorese, che in una recente classifica è stata eletta prima provincia d'Italia per omicidi; 
la questura del capoluogo barbaricino dispone di 255 agenti a fronte dei 346 previsti in organico; 
sono tutti sotto organico anche i commissariati; 
a Gavoi, Lanusei, Macomer, Orgosolo, Ottana e Tortolì mancano tra gli 8 e i 9 agenti; 
è gravissima anche la situazione nella questura di Cagliari dove mancano 200 agenti; 
a Oristano si dispone di 150 uomini contro i 210 previsti; 
la polizia postale, nonostante il recente aumento dei reati informatici, dispone solo di 27 agenti –: 
se non ritenga indispensabile adeguare e garantire la presenza di uomini e mezzi delle forze dell'ordine che risultano palesemente insufficienti a garantire la sicurezza dei cittadini e delle comunità locali; 
se non ritenga di dover intervenire, per quanto di competenza, con la necessaria urgenza per fare chiarezza sui fatti legati alla rapina al caveau della Mondial Pol di Sassari per comprendere tutte le falle del sistema di protezione e d'intervento e le carenze dell'intero sistema; 
se non intenda rafforzare, con somma urgenza, i presidi territoriali sardi e la stessa rete di intelligence considerato che la ruspa con la quale è stato aperto il varco nello stabile rapinato è stata rubata dall'altra parte della Sardegna e ha attraversato l'intera isola per giungere a Sassari; 
se non ritenga di dover considerare come priorità organizzativa il fattore insulare, considerato che tale limite rende impossibile il supporto operativo di altre unità da altre regioni, e di adeguare le risorse e i mezzi, da quelli aerei abilitati al volo notturno ai reparti speciali dislocati nell'isola. (5-08088)