www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/04/2016  -  stampato il 02/12/2016


La spiacevole realtÓ delle aggressioni verso gli uomini e le donne del Corpo di Polizia Penitenziaria

E’ la difficile condizione che riguarda, in molte occasioni, il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, la stessa che tra le righe di molti articoli spesso viene ad essere argomento affrontato.

Il più delle volte si viene a conoscenza di eventi che, nel mondo penitenziario, si caratterizzano per essere veri e propri momenti di alta criticità dove purtroppo, talvolta, i protagonisti sono proprio i poliziotti, quali bersaglio di aggressioni da parte di chi è ristretto.

Il carcere è una realtà estremamente variegata, ove diverse sono le persone che vi sono detenute, ciascuna con il proprio modo di pensare e di comportarsi, ciascuna con la propria indole ed in particolar modo è in questo contesto che, in più occasioni, può succedere di essere coinvolti in una aggressione.

Quante volte ci sarà capitato di leggere articoli o purtroppo di vivere in prima persona episodi, che richiamano questi eventi di alta criticità verso gli appartenenti al Corpo, talvolta anche per i motivi più futili.

Può accadere che per sedare una rissa tra le mura del carcere s’intervenga e talvolta durante la colluttazione può succedere di essere colpiti accidentalmente; altre volte invece, il poliziotto corre il rischio di diventare un vero e proprio bersaglio da parte del ristretto violento; per non parlare, poi, di quando a volte accade che per cercare di calmare il detenuto in preda ad una crisi di agitazione, purtroppo, ci si ritrova ad essere destinatario di una vera e propria aggressione.

D’altronde l’auspicio di ognuno è di recarsi a lavoro per svolgere tranquillamente il proprio servizio ed invece a volte ci si può ritrovare in una situazione che influenza la propria persona negativamente.

Un giorno, nel conversare con un carissimo e preparato collega, un assistente capo con tanti anni alle spalle, mi sono rimaste impresse le sue parole: "quando ti arruoli nel Corpo di Polizia Penitenziaria, parte del lavoro te lo insegnano i libri, la scuola serve sempre ma le ossa te le fai davvero sul campo, quando entrando in una sezione, sei tu e le mura del carcere, che tanti ti potranno raccontare ma l'esperienza che farai negli anni ed il tuo modo di lavorare che maturerai nel tempo sarà sempre dettato dalla consapevolezza che ti appartiene nel saper affrontare gli eventi e dal tuo istinto, tutto ciò che ti servirà davvero.....".

Il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria è dotato davvero di grandi pregi; svolge le proprie mansioni con la più grande professionalità ed anche per la criticità degli eventi, cui il poliziotto penitenziario presta servizio, si può soltanto avere parole di vanto.

Uomini e Donne che dietro la loro divisa hanno ciascuna una propria vita, una propria quotidianità e che nella realtà di tutti i giorni, lavorano con il massimo impegno: è per loro che non bisogna mai smettere di parlare del loro difficile ed importantissimo servizio!

Intervenendo costantemente a loro sostegno per una maggiore tutela ogni giorno, proprio per la grande complessità del lavoro che viene svolto da parte di tutti gli uomini e le donne del Corpo che non possono correre il rischio di essere considerati come dei numeri anonimi.