www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/04/2016  -  stampato il 09/12/2016


Verso l’eliminazione del Tribunale per i minorenni

E' di questi giorni la notizia dell'intenzione dell'attuale Governo di procedere alla riforma del Tribunale della Famiglia che prevede, come diretta conseguenza, la soppressione del Tribunale per i Minorenni. Tale istituzione ha accompagnato e promosso negli anni, in Italia, la cultura dei diritti dei minori, è stato un organo garante del "supremo interesse del minore" che il nostro legislatore impone venga tenuto in considerazione sia negli ambiti di applicazione penale che civile.

Questo richiede un lavoro continuo di formazione, approfondimento e aggiornamento su tematiche che non sono solo strettamente giuridiche e che richiedono un impegno esclusivo. La riforma prevede che il Tribunale della Famiglia di nuova istituzione sarà inserito, come sezione specializzata, presso i Tribunali Ordinari senza tuttavia un'autonomia di funzione che consenta ai magistrati in organico di occuparsi solamente della materia minorile. Il timore che, dunque, venga svilito e mortificato il lavoro di tanti magistrati che si sono spesi perché i minori fossero considerati centrali nei procedimenti che li riguardano è fondato, così come è fondato il timore che proprio i bambini saranno i primi a subirne le conseguenze.

Condividiamo le preoccupazioni di quanti in questi giorni chiedono di ripensare alla riforma proposta e alle modalità della sua attuazione e chiediamo che siano garantite condizioni di lavoro che consentano alla magistratura delegata di svolgere le proprie funzioni in modo efficace e che dia continuità alla storia della giustizia minorile che ha "fatto scuola" in Italia in tema di diritti dei minori. L’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, in relazione alla recente proposta approvata dalla Commissione Giustizia della Camera che prevede la soppressione dei Tribunali e delle Procure per i minorenni e l’introduzione di sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori presso i Tribunali Ordinari e di Gruppi specializzati presso le Procure Ordinarie ritiene che la previsione di alcuni aspetti essenziali relativi all'accorpamento delle competenze e alla specializzazione, oltre che alle modifiche processuali, con l’attribuzione delle materie più strettamente minorili a una sezione distrettuale con funzioni esclusive e il mantenimento della composizione mista, costituiscano condizioni necessarie ma, da sole, insufficienti ad assicurare effettività ai principi costituzionali di giurisdizione specializzata.

Infine è da sottolineare che, nel sopprimere uffici altamente specializzati, si rischia seriamente di depauperare la cultura della giurisdizione minorile in favore di esigenze organizzative tese a ripianare carenze di risorse negli uffici per gli adulti, e di compromettere il complessivo sistema di protezione dell’infanzia, già duramente provato dai tagli alla spesa pubblica, così determinandosi un ulteriore grave pregiudizio alla condizione dei diritti dei minori e degli adolescenti nel nostro Paese.