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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/03/2016  -  stampato il 11/12/2016


Riapertura carcere Lamezia Terme e Provveditorato a Catanzaro: interrogazione parlamentare

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12652
presentato da
SANTELLI Jole
testo di
Martedì 29 marzo 2016, seduta n. 597

SANTELLI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
l'ex carcere lametino era un convento costruito nel 1400 e diventato carcere nel 1800; 
nel 2004 viene ristrutturato nella parte adibita a sezioni detentive ed adeguato agli standard previsti dall'ordinamento penitenziario (si pensi che è uno dei pochi carceri con le docce nelle camere detentive); 
negli anni 2013 e 2014 è risultato il carcere più sovraffollato d'Italia, con il 172 per cento dei detenuti in più rispetto alla capienza (30 detenuti è il numero previsto per la capienza regolamentare ma ne sono stati ospitati oltre 80); 
il 28 marzo 2014, su decisione del provveditore regionale, Salvatore Acerra, si realizza la chiusura del carcere di Lamezia pur in assenza di decreto di chiusura ministeriale. La chiusura non preannunciata ed immediata ha, ad avviso dell'interrogante, i caratteri di un «blitz»; 
i circa 80 detenuti ristretti vengono trasferiti dal carcere di Lamezia ad altri istituti della Regione; 
solo il giorno precedente era stato inaugurato in quel carcere, con la partecipazione della provincia, uno sportello lavoro per il reinserimento dei condannati; 
già dal mese successivo, aprile 2014, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, tuttora sindaco, premesso che la legge n. 395 del 1990 indica Catanzaro come sede del provveditorato regionale per la Calabria, avanza al provveditore regionale, Salvatore Acerra, offerte di locazione a titolo gratuito di diversi immobili siti nella città di Catanzaro, tra cui i locali dell'ex consorzio universitario in via San Brunone di Colonia, per la cui ristrutturazione il Comune dichiara di mettere a disposizione la somma di 300 mila euro derivante da un contenzioso che vede l'amministrazione penitenziaria debitrice nei confronti dell'amministrazione comunale (che intende pertanto rimettere il debito nel caso specifico che il provveditorato conservi la sede nella città di Catanzaro); 
il sindaco ricorda al provveditore regionale, anche per iscritto che il 30 novembre 2011, il dipartimento di giustizia minorile – direzione generale risorse materiali, beni e servizi – ufficio II – gestione immobili, aveva dato il nulla osta alla dismissione dell'edificio denominato L1 all'interno dell'area demaniale dell'istituto penale minorile di Catanzaro per consentire il successivo trasferimento al provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, tramite l'Agenzia del demanio, quale sede per i propri uffici; 
allo stesso tempo, era stata garantita anche la massima disponibilità per le fasi progettuali, considerato che l'edificio in questione era già stato oggetto di una progettazione esecutiva curata dai tecnici del provveditorato alle opere pubbliche di Catanzaro; 
solo il 22 aprile 2015, il Ministro Orlando firma il decreto di chiusura del carcere (peraltro ancora non pubblicato su Gazzetta Ufficiale della Repubblica), dal quale si evincerebbe che l'amministrazionepenitenziaria regionale ha previamente acquisito il parere favorevole delle autorità cittadine, ma la smentita ufficiale delle stesse non tarda ad arrivare; infatti in un comunicato stampa, il procuratore della Repubblica ed il presidente del tribunale di Lamezia Terme, Domenico Prestinenzi e Bruno Brattoli, comunicano che non c’è stata alcuna condivisione del provvedimento di chiusura del carcere di Lamezia Terme con amministrazione penitenziaria; 
il provveditore regionale della Calabria, dottor Salvatore Acerra, ha reso pubblica l'intenzione di riconvertire la struttura detentiva dell'ex carcere di Lamezia Terme per adibirla a sede del provveditorato regionale, attualmente ubicato nel centro del capoluogo regionale presso immobile non di proprietà dell'amministrazione; 
un'amministrazione trasparente e votata ai principi dell'efficienza e dell'efficacia, prima di consentire che gli uffici del provveditorato regionale vengano trasferiti in altra città rispetto a quella prevista e disposta dalla, legge, e peraltro in un'ex carcere del 1400, a giudizio dell'interrogante dovrebbe motivare adeguatamente il diniego alle offerte di comodato gratuito del sindaco di Catanzaro; 
allo stesso modo dovrebbe motivare adeguatamente il diniego di trasferire gli uffici del provveditorato presso il complesso ove sono attualmente ubicati il centro di giustizia minorile ed il tribunale per i minorenni, a Catanzaro, ove insiste un'intera palazzina vuota; 
ancora dovrebbe motivare adeguatamente il diniego di trasferire gli uffici del provveditorato presso lo stesso carcere di Catanzaro-Siano, ove già è ubicata la C.O.R., centrale operativa regionale, strutturalmente e funzionalmente dipendente dal provveditorato (sin dalla sua istituzione), e ove saranno presto resi disponibili interi piani dei locali della palazzina dinanzi alla direzione; 
il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, di concerto con il sindaco della città di Catanzaro, Sergio Abramo, nell'individuare una soluzione che non penalizzi entrambe le città, si è attivato proponendo il mantenimento della struttura penitenziaria ipotizzando una conversione in «istituto penitenziario femminile», pertanto senza aggravio di spese di manutenzione straordinaria, mantenendo in entrambe le città i due già esistenti presidi –: 
quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare in merito a quanto sopra esposto; 
quali siano le ragioni per cui l'amministrazione penitenziaria non abbia considerato il trasferimento del provveditorato regionale presso un immobile nella città di Catanzaro a titolo gratuito, così consentendo sia il rispetto della legge, sia un enorme risparmio per le casse dello Stato, sia il mantenimento della struttura carceraria di Lamezia Terme, secondo i principi di risparmio, efficienza, e tutela dei lavoratori, anche considerato che tutti gli uffici con cui il provveditorato quotidianamente ha rapporti diretti sono ubicati nel capoluogo di regione, Catanzaro. (4-12652)