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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/03/2016  -  stampato il 07/12/2016


Scioglimento della Polizia Penitenziaria: interrogazione parlamentare su eventuale Corpo di Giustizia

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12614
presentato da
CAPELLI Roberto
testo di
Mercoledì 23 marzo 2016, seduta n. 596

CAPELLI. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
il Corpo della polizia penitenziaria è stato costituito nel 1990 con la legge n. 395 del 15 dicembre 1990; 
la citata legge ha sciolto il precedente corpo degli agenti di custodia e ha dato vita, unendo anche il ruolo delle vigilatrice penitenziarie, come detto, al Corpo della polizia penitenziaria, che fa parte della polizia, così come previsto dall'articolo 57 del codice di procedura penale, inserendolo nel comparto sicurezza; 
tra i diversi compiti che la citata legge n. 395 del 1990 prevede vi è quello di garantire l'ordine, la sicurezza e la disciplina dei detenuti carceri; 
il Corpo partecipa anche alle attività di trattamento, si occupa delle traduzioni dei detenuti e dei piantonamento presso i luoghi esterni di cura dei reclusi; 
svolge, inoltre, compiti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, come previsto dal già ricordato articolo 57 codice di procedura penale, ed espleta anche i compiti previsto dall'articolo 12 del codice della strada, svolgendo anche funzioni di polizia stradale; 
inoltre, il Corpo partecipa ai compiti di ordine pubblico presso gli stadi di calcio e durante varie manifestazioni pubbliche, alla pari delle altre forze di polizia, oltre ad avere anche compiti di scorta e tutela di importanti personalità dello Stato; 
sono, inoltre, stati costituiti nel tempo reparti di eccellenza, quali il nucleo investigativo centrale, il quale attraverso la conduzione di indagini ha contribuito all'arresto di pericolosi latitanti; 
questi cenni bastano a dimostrare quanto importante sia il ruolo del Corpo della polizia penitenziaria; 
preoccupano, quindi, le sempre più forti voci che vogliono che il Corpo venga sciolto per entrare nel costituendo Corpo della giustizia dello Stato; 
in particolare, si fa riferimento al tavolo 15 (Operatori penitenziari e formazione) degli stati generali dell'esecuzione penale costituito presso il Ministero della giustizia; 
quanto si legge, infatti, sul sito dello stesso Ministero «emerge la proposta di semplificare la complessità dei bisogni e delle relazioni, spesso anche conflittuali, attraverso un modello organizzativo e operativo da costruire all'interno di un Corpo di Giustizia al servizio dell'intera Amministrazione di giustizia, in sostituzione dell'attuale Corpo di Polizia penitenziaria»; 
si tratta, certo di una proposta animata da buone intenzioni ma che, di fatto, rischia di disperdere, se applicata, tutte le specializzazioni del Corpo di polizia penitenziaria evidenziate sopra, con uno svilimento delle professionalità tanto faticosamente acquisite sul campo; 
inoltre, la realizzazione della proposta sopra citata rischierebbe di provocare una vera e propria fuga da parte del personale coinvolto, che certamente chiederebbe di poter transitare verso altre forze di polizia di Stato o dell'Arma dei carabinieri, con un inevitabile caduta quantitativa e qualitativa del personale inserito nel nuovo Corpo di giustizia dello Stato –: 
quali iniziative intenda intraprendere il Ministro interrogato per fugare le preoccupazioni su esposte, evitando quella dispersione di professionalità di cui si è detto in premessa e che certamente porterebbe anche a gravi difficoltà di gestione della sicurezza in un momento certamente non facile come questo. (4-12614)