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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/04/2016  -  stampato il 07/12/2016


Carcere di Gorizia e detenuti dichiaratamente omosessuali: interrogazione parlamentare

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05650
presentata da
CARLO PEGORER 
mercoledì 13 aprile 2016, seduta n.607

PEGORER, LO GIUDICE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

l'articolo 27, comma terzo, della nostra Carta costituzionale recita che «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»;

l'Italia, per le condizioni di vita nelle sue carceri, è stata più volte sanzionata dalla Corte europea dei diritti umani per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo;

è questione che accomuna numerosi istituti di pena una strutturale carenza di organico e risorse che garantiscano un corretto funzionamento delle strutture;

considerato che:

il carcere di Gorizia, come riferiscono fonti di stampa, ha aperto un'area protetta destinata in maniera esclusiva ai detenuti dichiaratamente omosessuali e il reparto attualmente ospita 3 persone;

tale scelta ha destato perplessità da parte delle associazioni per i diritti LGBTI e delle organizzazioni per i diritti delle persone detenute;

il coordinatore dei garanti territoriali per i diritti dei detenuti Franco Corleone ha dichiarato in proposito che «Esiste un diritto alla riservatezza delle proprie scelte, anche in tema di orientamento sessuale. Oltretutto, la netta separazione tra i detenuti eterosessuali e omosessuali lede in maniera preoccupante la dignità di questi ultimi. Di fatto, si è lanciato un messaggio carico di razzismo e discriminazione ed è quindi opportuno eliminare quanto prima questa novità, oppure modificarla radicalmente: se l'obiettivo è sottrarre i detenuti omosessuali da situazioni di pressione e violenza, si individuino delle strutture con celle singole, da destinare ai carcerati gay (...) Personalmente, è la prima volta che vengo a conoscenza di una struttura destinata esclusivamente ai gay»;

mentre questa è la prima notizia pubblica di una sezione per i soli detenuti omosessuali, occorre specificare che è prassi consolidata nel caso di detenute o detenuti transessuali far scontare la pena in aree riservate che, oltre a proteggere gli interessati da violenze fisiche e psicologiche, garantisce loro la necessità di riservatezza dovuta alle differenze tra il loro sesso di elezione e quello del resto della popolazione carceraria;

per quanto è dato sapere, l'area destinata ai detenuti omosessuali è situata al primo piano del penitenziario di Gorizia in un'ala che ha recentemente visto un'opera di ristrutturazione, tale reparto si estende per circa 60 metri quadri, conta due camere, bagno e zona cucina;

la criticità di questa sistemazione è rappresentata da una carenza di organico che non consente ai detenuti di partecipare alle attività rieducative;

considerato altresì che le attività di rieducazione sono elemento imprescindibile della pena e che ogni sforzo da parte dello Stato affinché queste abbiano luogo in tutte le carceri italiane è un atto dovuto nei confronti della collettività;

a parere degli interroganti, lo smistamento dei detenuti in base al loro orientamento sessuale o alla loro identità di genere connota una discriminazione di fondo legata all'identità dell'individuo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali iniziative abbia avviato in merito;

se intenda, anche attraverso la consulenza delle associazioni per i diritti dei detenuti e per la difesa dei diritti umani delle persone LGBTI, avvalersi di linee guida specifiche per il trattamento dei detenuti e delle detenute lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersex;

di quali atti intenda avvalersi per venire incontro alle carenze d'organico e di risorse che compromettono le attività di rieducazione negli istituti di pena italiani.

(4-05650)