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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/04/2016  -  stampato il 07/12/2016


Carcere di Taranto, interrogazione parlamentare sui recenti disordini

Atto Camera

Interpellanza 2-01334
presentato da
CHIARELLI Gianfranco Giovanni
testo di
Mercoledì 6 aprile 2016, seduta n. 603

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che: 
è nota, anche per le diverse ripetute condanne inflitte al nostro Paese da parte della Commissione europea per i diritti umani (vedi, tra le tante, la nota sentenza Torreggiani), la situazione di assoluta criticità delle strutture carcerarie italiane; 
è altresì noto che tale situazione critica è dovuta ad una serie di circostanze che possono sinteticamente indicarsi in: 1) tagli alle spese per l'adeguamento delle strutture 2) sottodimensionamento degli organici di polizia carceraria e in generale, del personale che opera nelle carceri italiane 3) numero significativo di detenuti in attesa di giudizio, di cui molti stranieri; 
il carcere di Taranto, in particolare, soprattutto negli ultimi anni, ha evidenziato, nonostante una encomiabile e meritoria gestione da parte della direttrice e di tutto il personale impiegato, molti episodi che hanno messo a rischio la sicurezza dei detenuti e degli operatori; 
mercoledì 23 marzo 2016 è giunta la notizia che verso le 15.30, un cittadino di origine egiziana di circa 30 anni, in attesa di giudizio (sembrerebbe uno scafista di profughi), avrebbe tentato il suicidio attraverso una corda rudimentale attaccata alle inferriate del bagno. In questo caso, il pronto intervento dell'agente che ha dato subito l'allarme, seguito dal personale medico, ha evitato che ci fossero gravi conseguenze; 
un detenuto italiano, sembrerebbe originario di Massafra (TA), anch'esso in, attesa di giudizio per reati contro la famiglia, avrebbe tentato il suicidio attraverso il solito metodo (corda rudimentale). In questo caso nonostante il rapido intervento dell'addetto alla vigilanza e dei sanitari, il detenuto è apparso molto grave, tanto da essere trasportato presso il locale ospedale per essere ricoverato in rianimazione; 
nel corso della recente Messa di precetto Pasquale presso suddetto carcere, un gruppo di detenuti, all'arrivo dell'arcivescovo di Taranto, hanno inscenato una forma di protesta, allontanandosi dalla sala, creando ad avviso dell'interrogante situazioni di potenziale pericolo, prontamente e positivamente gestite dal personale di custodia; 
quanto sopra evidenziato in presenza di un organico di polizia penitenziaria assolutamente sottodimensionato; 
il perdurare dell'attuale stato di cose lascia ipotizzare che quanto accaduto nei giorni scorsi, non solo possa ripetersi, ma si possa assistere ad un ulteriore escalation, con grave rischio per tutta la popolazione carceraria, detenuti e personale –: 
se il Ministro interrogato ritenga di adottare iniziative urgenti per l'invio con immediatezza a Taranto del personale necessario a completare l'organico, che si valuta in almeno trenta unità di polizia penitenziaria; 
se ritenga di affrontare in generale il problema del sovraffollamento delle carceri attraverso iniziative straordinarie, soprattutto in caso di carcerazione cautelare, quali l'impiego del braccialetto elettronico, salvo che non ritenga di assumere le iniziative di competenza ai fini dell'adozione di più utili iniziative straordinarie di clemenza. 
(2-01334) «Chiarelli».