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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/04/2016  -  stampato il 07/12/2016


Carenza di organico di Polizia Penietnziaria nel carcere di Salerno: interrogazione parlamentare

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05572
presentata da
FRANCO CARDIELLO 
martedì 5 aprile 2016, seduta n.603

CARDIELLO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

l'attuale condizione di invivibilità delle carceri italiane e la garanzia di sicurezza delle stesse è stato oggetto di svariati interventi da parte del Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria (Sappe), primo sindacato rappresentativo a livello nazionale. A tal riguardo, in particolare, giova segnalare il comprensibile disagio e la preoccupazione che le donne e gli uomini in divisa vivono all'interno della casa circondariale di Salerno;

nell'ultimo anno si sono registrati numerosi eventi critici, con atti di violenza a danno sia dei detenuti che del personale del Corpo di Polizia penitenziaria; ciò è stato favorito anche a seguito di una serie di circolari emanate dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che prevedono il cosiddetto regime aperto, ovvero garantire l'apertura dei detenuti per almeno 8 ore nei corridoi delle sezioni, senza tener conto che molte delle strutture penitenziarie non consentono tale attuazione di regime, oltre che per l'inadeguatezza degli spazi, anche per la carenza di sistemi di video-sorveglianza;

i sistemi di antiscavalcamento ed antintrusione non sono funzionanti e non risultano all'interrogante verifiche per il sistema d'allarme d'istituto, al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza in un carcere che ospita diverse tipologie di detenuti, comprendendo anche 2 sezioni detentive dell'alta sicurezza;

mancano, inoltre, sistemi di automazione dei cancelli nelle sezioni detentive, nei luoghi fondamentali e nevralgici per lo smistamento dei detenuti, allo scopo di ottimizzare l'utilizzo delle poche risorse umane disponibili;

gli organici del personale interno sono carenti di almeno 45 unità, come si può evincere dalla previsione del decreto ministeriale 22 marzo 2013 fissata e definita con apposita tabella del P.R.A.P. (Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria) Campania del 27 giugno 2014 e come si evince dalle continue denunce del Sappe;

la 6a sezione, ossia" sezione d'isolamento", risulta chiusa da decenni, nonostante siano stati stanziati i fondi per perenni ristrutturazioni che, ad oggi, non sono ancora state ultimate. Tale chiusura rappresenta un forte ostacolo per fronteggiare e gestire situazioni di emergenza, nonché far scontare sanzioni disciplinari previste dall'ordinamento penitenziario per quei detenuti che pongono in essere comportamenti non conformi alle prescrizioni dettate all'interno del sistema penitenziario. Tale "sezione isolamento" risulta necessaria per la tutela della sicurezza dell'intera struttura sotto diversi aspetti, ma anche per i detenuti stessi. Si pensi all'isolamento per motivi sanitari, cui è collegata all'esigenza di salvaguardare la "salute collettiva", oppure all'isolamento per motivi cautelari e giudiziari o di opportunità e sicurezza penitenziaria, a seguito dei numerosi eventi critici che si registrano. Risulterebbe che presso la casa circondariale di Salerno da anni i detenuti sanzionati con l'esclusione dalle attività in comune non eseguono tale provvedimento;

ritenuto che, a quanto risulta all'interrogante:

tutto quanto segnalato è stato oggetto di una nutrita corrispondenza tra il Sappe e gli organi competenti, secondo quanto dichiarato dalla direzione della casa circondariale di Salerno in una nota di risposta al sindacato, in data 12 febbraio 2016. Nella stessa nota la direzione afferma che i superiori uffici sono a conoscenza che allo stato attuale l'istituto salernitano risulta privo di stanze singole disponibili, ove allocare, all'occorrenza, detenuti particolari, come ad esempio coloro che dichiarano il divieto d'incontro con altri detenuti per varie motivazioni;

tra gli obiettivi primari, oltre al trattamento dei detenuti, vi è anche quello di garantire la tutela dei diritti e della qualità lavorativa del personale di Polizia penitenziaria, ossia quello di garantire la sicurezza di chi vi opera, predisponendo gli strumenti idonei per far sì che il personale possa far fronte a determinate situazioni di criticità, che ogni giorno si verificano: questo nella casa circondariale di Salerno risulta alquanto difficile;

considerato che è necessaria un'amministrazione penitenziaria che sia sempre più attenta ai bisogni e al benessere dell'utenza, ma, in egual maniera, deve essere altresì accorta anche alla garanzia della sicurezza e del benessere del personale della Polizia penitenziaria e di altri operatori, come ad esempio nella casa circondariale di Salerno,

si chiede di sapere:

alla luce di quanto esposto, individuate le ragioni ed eventuali responsabilità che hanno reso inutilizzata la 6a sezione della casa circondariale di Salerno, quali utili interventi il Ministro in indirizzo voglia attivare per rendere operativa in tempi brevi la sezione, al fine di ristabilire la giusta esecuzione penale detentiva;

se sia previsto l'invio di unità appartenenti al ruolo di sovrintendenti e ispettori nella struttura citata, al fine di sopperire alle carenze organiche segnalate;

se risulti in corso un'indagine da parte dell'ufficio ispettivo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria sulle questioni descritte in premessa.

(4-05572)