www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/02/2010  -  stampato il 08/12/2016


Ci sono delle persone che sono state considerate coraggiose soltanto perché avevano troppa paura per scappare.

 Ci sono delle persone che sono state considerate coraggiose soltanto perché avevano troppa paura per scappare.

Thomas Fuller
 
I miei pochi, ma affezionati,  lettori ricorderanno che ho già parlato di certi personaggi con velleità letterarie che riempiono pagine e pagine elettroniche di blog con le loro elucubrazioni e che,  seduti sul proprio web-trespolo, si arrogano il diritto di giudicare tutti gli altri e di impartire lezioni a destra e a manca.
Questi personaggi scrivono, con somma prosopopea, accorati post dal presuntuoso titolo “Il coraggio delle scelte”, guardandosi bene, però, dallo spiegare le motivazioni di “certe” scelte.
Ad esempio:
 
Teramo: Bernardini (Pd) visita carcere per pestaggio detenuto
La deputata del Partito Radicale Rita Bernardini e il Segretario Generale UilPa Penitenziari, Eugenio Sarno visitano oggi il carcere di Teramo, in relazione al fascicolo aperto nei giorni scorsi dalla locale Procura della Repubblica su un presunto pestaggio di un detenuto da parte di agenti di polizia penitenziaria.
Ansa, 2 novembre 2009
 
26 Carceri, Sarno (UilPa) : Il 12 sit in per garantire dignità a reclusi
Velino, 7 gennaio 2010
 
Giustizia: proteste davanti alla Camera "lo Stato si rieduchi..."
Tutto questo a dispetto dell’art. 27 della Costituzione che stabilisce che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Dell’art. 13 della Costituzione secondo cui "è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà". E dell’ art. 3 della Convenzione Europea per i diritti dell’uomo che recita: "Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti"
Alla protesta partecipano diversi parlamentari con Mario Staderini (Segretario di Radicali Italiani), Sergio D’Elia (Segretario Nessuno Tocchi Caino); Patrizio Gonnella (Antigone); Giuseppe Rossodivita (Segretario Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei); Gianfranco Spadaccia (Comitato Nazionale Radicali Italiani), Riccardo Arena (Radio Carcere); Irene Testa (Segretario Il Detenuto Ignoto); Salvatore Bonadonna (Rifondazione Comunista); Gian Domenico Caiazza (presidente del Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei"). E, per le organizzazioni sindacali, Eugenio Sarno (Segretario Nazionale Uil Penitenziari);
Apcom, 12 gennaio 2010
 
Ferma restando la libertà di scelta di convenire con personaggi storicamente ostili alla polizia penitenziaria, sarebbe importante sapere che cosa può accomunare un segretario di un sindacato della polizia penitenziaria ad un personaggio  come Sergio D’Elia ex terrorista condannato a 25 anni di carcere per l’assalto al carcere di Firenze che, nel 1978, provocò la morte dell’agente di polizia Fausto Dionisi.
Magari, in un impeto di spontaneità, il da poco riconfermato Segretario Nazionale potrebbe anche spiegarci  quest’altra vicenda, a noi abbastanza arcana:
 
cronaca ed eventi di Roma
Uil penitenziari Lazio proclama stato di emergenza carceri
Proclamato lo stato di emergenza delle carceri di Roma e del Lazio dal Direttivo regionale della Uil penitenziari del Lazio …
15 gennaio 2010 - www.okroma.it
 
(Ci sfugge qualcosa dei poteri delle organizzazioni sindacali oppure la Uil è stata inserita nella Protezione Civile Spa di Bertolaso?)
 
E’ evidente che le nostre sono soltanto domande retoriche … quelle che non prevedono, ne si aspettano, alcuna risposta, perché la contengono in se stesse.
Diciamo questo per sgombrare il campo da ogni equivoco e per evitare una inutile deriva nella polemica fine a se stessa.
Certamente, ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni e noi, senza tema di smentita, siamo tra coloro che si batteranno sempre per difendere questa prerogativa, nell’assoluta convinzione che anche se un solo uomo avesse un’idea diversa dal resto dell’umanità, quel solo uomo avrebbe lo stesso diritto dell’intera umanità di esprimere la propria idea.
Ma questo è, e rimane, circoscritto al campo delle opinioni e delle idee.
Altra cosa sono i fatti.
I fatti sono riconducibili alla verità e il rispetto della verità è direttamente proporzionale all’onesta di chi la racconta.
Per questo condividiamo pienamente un antico proverbio arabo, che recita:
 
L’ONESTO E’ COLUI CHE CAMBIA IL PROPRIO PENSIERO PER CONCILIARLO CON LA VERITA’.
IL DISONESTO E’ COLUI CHE CAMBIA LA VERITA’ PER CONCILIARLA CON IL PROPRIO PENSIERO.
 
Cesare Cantelli