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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/04/2016  -  stampato il 09/12/2016


FESI: la morte della meritocrazia

Come ogni anno, il F.E.S.I., questa 14^ travestiva da premio incentivante, verrà distribuito a pioggia tra gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Come al solito non ci sarà una vera distinzione tra quelli che si sacrificano realmente svolgendo i servizi più disagiati, fronteggiando in sezione i detenuti e coloro che svolgono dei servizi molto meno stressanti.

Non ci sarà la distinzione tra chi è al vertice ovvero al comando di 200 – 300 talvolta anche più poliziotti penitenziari, e un Assistente Capo che (con tutto il rispetto per questa figura) può arrivare a prendere un FESI maggiore di un Commissario: unico Corpo di Polizia dove chi è al vertice prende meno di un suo subordinato.

Mi chiedo se questo appiattimento verso il basso, questa distribuzione capillare dei pochi soldi del FESI a chi faccia comodo: forse ai sindacati che così riescono a dare un contentino agli iscritti anche a quelli che nelle carceri si sacrificano davvero poco?

Dov’è finita la meritocrazia, la responsabilità derivante dal ruolo di comando ricoperto? Ma ve l’immaginate un Maggiore dei carabinieri che prende un premio incentivante minore di un Appuntato? Non esiste.

Ma è normale che in un Corpo ove sono presenti 500 e passa Commissari nessuno protesti per il trattamento riservato ai Comandanti di Reparto nell’attribuzione del FESI?

Io capisco che il Sindacato difende i grandi numeri, ovvero la massa degli iscritti che prevalentemente fa parte del ruolo Agenti e Assistenti, e che al sindacato  sicuramente non interessa difendere i diritti di pochi Commissari o tutelare chi è posto al Comando di uomini e giornalmente si assume grandi responsabilità, ma è mortificante per un Comandante prendere 300 – 400 euro in meno di un Assistente Capo che magari tutto l’anno è stato impiegato al NTP (con tutto il rispetto possibile per il tipo di lavoro) la domenica è stato sempre libero, ha incassato missioni e buoni pasto e che poi si vede riconoscere un FESI, grazie ai parametri stabiliti dai sindacati, molto superiore ad un Comandante di Reparto.

E’ semplicemente mortificante. Non voglio alimentare ulteriori polemiche, ma anche quest’anno è stata uccisa la meritocrazia e sono stati mortificati ancora una volta i funzionari del Corpo di Polizia Penitenziaria che, come in una piramide rovesciata, si vedranno conoscere un FESI inversamente proporzionale alle responsabilità assunte.