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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/05/2016  -  stampato il 05/12/2016


DIA e INTERPOL, doveva prevalere il buon senso

So perfettamente che ci sono persone che se la sono legata al dito per questo mio primo articolo La Scorta: gli ultimi pretoriani rimasti vicini ai Dirigenti del DAP , ma da allora sono cambiate molte cose.

L’Uspev, per esempio, è praticamente scomparso così come stanno scomparendo per sopraggiunti limiti di età, o destinati ad altro incarico, quei dirigenti dell’amministrazione penitenziaria che misuravano le loro capacità in base al numero di macchine a disposizione.

I più onesti, che erano e che sono rimasti miei amici, dopo anni, mi hanno dato sostanzialmente ragione: in effetti, quello di ambire a posti di privilegio per pochi, senza permettere di far crescere il Corpo come collettività di Poliziotti Penitenziari, si è rivelata una scelta miope.

Oggi che i privilegi e i posti di elite stanno scomparendo uno ad uno e si fanno piani per smantellare, o peggio, annacquare l’intero Corpo, certe persone si guardano indietro ed attorno e vengono a lamentarsi che “bisogna fare qualcosa”.

No cari miei, non funziona così.

Rimangono tutt’ora sacche di privilegi, ma sono davvero il canto del cigno. L’estrema unzione.

Basta guardare la selezione delle persone per certi posti come la DIA o l’INTERPOL.

Per anni in molti hanno pensato che raggiungere certi ambienti, potesse essere un trampolino di lancio per l’intero Corpo, un giusto riconoscimento all’importanza della Polizia Penitenziaria nell’ambito della sicurezza dello Stato.

In realtà il contingente di Polizia Penitenziaria della DIA, per esempio, quando se ne inziò a discutere svariati anni fa e a discuterne erano personalità del Corpo, doveva essere composto da un primo grupo di 50/60 Poliziotti Penitenziari per poi essere allargato con altre unità in ogni Procura. Quello sarebbe stato un bel trampolino! Ci si sarebbero imbucati pure i super-raccomandati, ma la breccia sarebbe stata aperta. Poi intervennero i dirigenti, di cui alcuni ancora “in servizio” e il numero venne ridimensionato ad una quindicina.

L’INTERPOL,  per fare un altro esempio. Il Capo DAP ha recentemente "sbandierato" il contingente Interpol della Penitenziaria. Una decina di Poliziotti di cui uno soltanto ha ricoperto precedenti incarichi di indagine. Gli altri, forse …

Uno di loro, di sicuro, ha fatto il grande salto: da una lunga carriera di portaborse, all'Interpol. Buon per lui e per il suo Dirigente di riferimento che in questo modo potrà avere occhi e orecchie fidate anche lì.

Ma non è così che si va avanti.

Le raccomandazioni e i favoritismi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma quando si parla di certi posti “strategici” dovrebbe prevalere il buon senso.