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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/02/2010  -  stampato il 08/12/2016


Rinnovo incarico del Garante dei Detenuti del Lazio, ancora una volta prevale la logica inciucista.

 

Rinnovo incarico del Garante dei Detenuti del Lazio, ancora una volta prevale la logica inciucista.
 
Il Garante dei detenuti, come del resto tutte le Autorità di Garanzia terze rispetto alla politica ed all’amministrazione, deve essere nominato scegliendo tra qualificate personalità di aerea politica di opposizione rispetto a quella che governa (lo Stato o gli Enti locali che siano).
Questo dovrebbe valere per i Garanti nazionali (Privacy, Antitrust, Mister Prezzi ecc. ecc.), così come vale per i Garanti Regionali, Provinciali o Locali. Vale anche, come sappiamo, per le Commissioni Parlamentari di vigilanza laddove non è stata mai derogata questa regola.
E così è nella stragrande maggioranza dei casi. Nella stragrande maggioranza dei casi ma non nel Lazio e non per il Garante dei Detenuti.
La regione Lazio è stata la prima ad istituire il Garante dei Detenuti e, all’inizio, la nomina fu fatta rispettando le norme non scritte ed il gentlemen agreement, che vuole la scelta di un rappresentante dell’opposizione e, nel 2003, Governatore Storace, fu nominato Angiolo Marroni politico di lungo corso della sinistra e del PD,
Già con l’avvento della giunta Marrazzo si verificò, però, la prima anomalia e, quindi, la prima deroga al patto allorquando, poco prima della decadenza della giunta Storace fu prorogato con accordo bipartisan lo stesso Marroni.
Fin qui, potremmo anche far finta di credere che si possa essere verificato un corto circuito istituzionale e, magari, una volontaria anomalia al sistema dei contrappesi alla base della sostanza stessa delle Autorità di Garanzia ma, se anche fossimo stati così ingenui da accettare tale ipotesi, ci stanno pensando gli stessi parlamentari regionali a smentirci clamorosamente allorquando apprendiamo da numerose notizia di stampa che si sta procedendo, nuovamente con accordo bipartisan, alla ennesima riconferma del dott. Marroni nella carica di Garante dei Detenuti della Regione Lazio.
Ed Anche stavolta, puntualmente, ad un mese dalle nuove elezioni regionali.
Lasciamo ogni commento all’immaginazione dei lettori riportando, di seguito, alcune notizie di stampa sulla vicenda (in particolare si noti l’articolo del Manifesto (organo di informazione di area sinistra, la stessa di Marroni) sulla questione.
 
Lazio: sul Garante dei detenuti, un "inciucio" all’ultima curva
di Matteo Bartocci
Il Manifesto, 23 febbraio 2010
Pd e Pdl insieme nel segno del consociativismo. Manca poco più di un mese al voto regionale e alcune caselle evidentemente vanno messe al sicuro prima dell’esito nelle urne. Soprattutto se accontentano i "partitoni" maggiori. È prevista per domani nell’ultima seduta del consiglio regionale del Lazio prima dello scioglimento la nomina del nuovo garante dei detenuti. Un authority indipendente che il Lazio, prima regione in Italia, ha istituito nel 2003. Una funzione importante e particolarmente delicata viste le condizioni critiche delle carceri italiane e romane, basti pensare al "caso Cucchi".
Secondo tutti i pronostici della vigilia, il nuovo garante sarà il "vecchio", cioè Angiolo Marroni. Pd e Pdl avrebbero blindato un accordo per la conferma di Marroni anche perché, quel che è peggio, insieme a lui sarebbero confermati in blocco anche i suoi attuali "coadiutori", entrambi di area Pdl e che poco o nulla hanno etto o fatto in questi anni in materia di carceri.
Alla faccia dell’indipendenza e della competenza, il primo vice di Marroni si chiama Francesco Russo, ed è un generale di divisione dei carabinieri che proprio prima di natale è stato nominato alla guida di IrpiniAmbiente, il gestore unico dei rifiuti ad Avellino, per uscire dall’emergenza campana. L’altro, Candido D’Urso, in cinque anni non ha lasciato traccia alcuna, né pubblica né privata, del suo impegno sul terreno dei diritti umani e del carcere più in generale.
Anche Marroni, 79 anni, ha alle spalle quasi mezzo secolo di vita istituzionale nel Lazio e alla provincia di Roma. È stato eletto per la prima volta a palazzo Valentini prima dello sbarco sulla Luna, nel 1965. Da allora ha avuto diversi incarichi importanti in regione sia in consiglio che in giunta. Un’attività politica intensa proseguita anche dal figlio Umberto, attuale capogruppo del Pd in consiglio comunale. Garante e coadiutori, va da sé, hanno uno stipendio pari alla metà di quello dei consiglieri regionali (quindi circa 6mila euro lordi al mese) e godono di strutture e uffici idonei alla loro attività ispettiva e consultiva in materia di detenzione.
L’accordo Pd-Pdl sembra violare, per di più, la stessa legge regionale che istituisce il garante. L’eventuale conferma del generale Russo dopo la nomina in Irpinia, infatti, apparirebbe illegittima perché la carica di garante e coadiutori "è incompatibile con quella di "amministratore di ente pubblico, azienda pubblica o società a partecipazione pubblica, nonché amministratore di ente, impresa o associazione che riceva, a qualsiasi titolo, sovvenzioni o contributi dalla regione".
L’accelerazione sulle nomine non è sfuggita alla consigliera regionale Anna Pizzo e all’assessore al bilancio uscente di Sinistra e libertà Luigi Nieri, che hanno scritto al presidente dell’assemblea laziale, Bruno Astorre, di non procedere alla nomina nella seduta finale della legislatura. O, almeno, di renderla trasparente ascoltando le ragioni di associazioni prestigiose come Arci, A buon diritto, Caritas e Antigone che hanno proposto alla regione il curriculum di Antonio Marchesi, per molti anni presidente di Amnesty International, esperto del Comitato europeo contro la tortura e professore di diritti umani e diritto internazionale all’università di Teramo e Roma Tre.
Forse per mettere al sicuro la sua conferma, Marroni organizza sempre domani a Roma un evento importante per la campagna elettorale del vicepresidente della giunta Esterino Montino (Pd). Un appuntamento in cui però non si parlerà di galere ma di... sanità.
 
(Il Francesco Russo citato dal giornalista del Manifesto non è in realtà un ex generale dell’Arma dei Carabinieri ma un ex generale del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia. – N.d.A.)
 
POL - Lazio, centrosinistra spaccato su nomina garante detenuti
 Roma, 23 feb (Velino) - Sarà una battaglia interna al centrosinistra quella che si combatterà in Consiglio regionale per la nomina del garante dei detenuti del Lazio. Il mandato del Democratico Angiolo Marroni, nominato nel 2005, è già scaduto a gennaio e domani l’Aula della Pisana dovrà decidere se riconfermargli l’incarico. Ma a ostacolare la corsa dell’esponente del Pd c’è Antonio Marchesi, per anni presidente di Amnesty International e sostenuto dalle associazioni Antigone, Arci, a Buon Diritto, Vic Caritas e, soprattutto, dall’assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri, esponente di punta di Sel, che nei giorni scorsi aveva chiesto di rimandare la nomina evitando gli “inciuci” di fine legislatura. L’appello invece è caduto nel vuoto e così domani, salvo la mancanza del numero legale, si dovrebbe arrivare al voto. E a dare filo da torcere a Marroni non ci sarà solo Sinistra ecologia e libertà, ma anche l’Italia dei valori, che per bocca del suo segretario regionale ha più volte invitato Marroni a farsi da parte. “Non si facciano nomine scriteriate prima delle elezioni – ha affermato Stefano Pedica -. Se è vero che esiste un accordo tra Pd e Pdl per riconfermare Angiolo Marroni e in blocco anche i suoi attuali coadiutori, si aprirebbe un problema politico non indifferente e soprattutto ai limiti della legalità e alla faccia della trasparenza. Non credo di sbagliarmi - ha osservato l'esponente del partito di Antonio Di Pietro - quando dico che anche e proprio in campi come questo si rileverebbe essenziale l'apporto di una nuova cultura, di giovani professionisti che diano una diversa spinta su queste tematiche che necessitano in molti casi di quel cambiamento che può arrivare attraverso l'impiego di nuove e preparate forze”.
Trasparenza auspica pure Nieri, secondo cui la scelta del garante dei diritti dei detenuti dovrebbe avvenire “senza accordi tra i partiti fuori dal Consiglio regionale”. Per l’assessore “sarebbe stato opportuno posticipare la decisione per assicurare l’audizione delle associazioni, dei sindacati e delle organizzazioni di volontariato”, ma dal momento che domani si voterà allora, invita “calorosamente tutti i consiglieri a esprimersi a favore di Antonio Marchesi”. A parte l’opposizione di Idv e Sel, Marroni conta su un ampio consenso bipartisan. Non a caso, il primo a difenderlo dagli attacchi dell’Idv è stato il consigliere del Pdl Donato Robilotta, il quale ha ricordato che la sua nomina si deve alla giunta di centrodestra. “Ha fatto un ottimo lavoro – ha sottolineato - e altrettanto farebbe ancora se domani il Consiglio regionale lo dovesse riconfermare nell’incarico di Garante dei detenuti come io auspico. Per questo gli esprimo tutta la mia solidarietà umana e politica di fronte agli attacchi scriteriati che gli sta portando Pedica e l’Italia dei valori. Mi auguro che il Pd rifletta su questi attacchi e si interroghi sul come può ancora allearsi con una forza profondamente giustizialista come l’Italia dei valori di Di Pietro e Pedica”. Solidarietà a Marroni è arrivata anche dall'assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo (Pd), che parla di "attacchi incomprensibili" e dal presidente della commissione Lavoro della Pisana. La sua eventuale riconferma, ha concluso Peppe Mariani (Lista civica) “non può essere certamente considerata un accordo al ribasso, né un manovra di bassa macelleria politica, come qualcuno vorrebbe far intendere in queste ore”.
 (Concetta Chiarella) 23 feb 2010 19:40
 
Cesare Cantelli