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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/02/2010  -  stampato il 06/12/2016


Manca il numero legale in consiglio regionale, salta la nomina del Garante dei detenuti del Lazio

 

Garante detenuti Lazio: centrosinistra diviso, salta la nomina
 
Roma, 24 feb (Velino) - Nulla di fatto per la nomina del garante dei diritti dei detenuti del Lazio in Consiglio regionale, dove è mancato il numero legale. I votanti sono stati solo 23 (quattro schede bianche): 19 consiglieri si sono espressi a favore del garante uscente, Angiolo Marroni, mentre l’altro candidato, Antonio Marchesi, sostenuto da Sel, non ha ricevuto alcun voto. La parola ora passa al presidente del Consiglio, Bruno Astorre, che dovrà decidere la via per uscire dall’empasse, determinata dalla spaccatura interna al centrosinistra. Il democratico Marroni, eletto cinque anni fa con la giunta di centrodestra, oltre all’appoggio del suo partito gode di un ampio consenso anche tra gli esponenti del Pdl, che oggi però non hanno partecipato alla votazione. Così come non hanno espresso nessuna preferenza i consiglieri di Sel, della Federazione della Sinistra e dell’Italia dei valori, i quali hanno sottolineato la necessità di rinviare la nomina alla prossima legislatura.

D’altra parte la spaccatura nel centrosinistra era venuta a galla già nei giorni scorsi, quando l’assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri, esponente di punta di Sel, prima ancora di sponsorizzare la candidatura di Marchesi aveva chiesto di rimandare la nomina del garante evitando gli “inciuci” di fine legislatura. Un appello fatto anche dal segretario regionale dell’Idv, Stefano Pedica, il quale dopo aver più volte invitato Marroni a farsi da parte, ieri aveva avvertito: “Non si facciano nomine scriteriate prima delle elezioni. Se è vero che esiste un accordo tra Pd e Pdl per riconfermare Angiolo Marroni e in blocco anche i suoi attuali coadiutori, si aprirebbe un problema politico non indifferente e soprattutto ai limiti della legalità e alla faccia della trasparenza”. E sulle divisioni all’interno dell’opposizione pone l’accento il capogruppo dell’Udc, Aldo Forte, per il quale “la consiliatura targata centrosinistra si chiude nel peggiore dei modi”. Secondo l'esponente dell'Udc, infatti, salta subito agli occhi “l’inutilità di ciò che astrattamente predica la Bonino sulla riduzione delle poltrone, mentre - conclude - la sua coalizione litiga e discute, con due nomination espressione una del Pd l’altra della sinistra radicale, per una delle ultime nomine a disposizione prima dello sciogliete le righe”.
 
 
 

 

Lazio: nomina del Garante dei detenuti slitta a dopo le elezioni
 
 Dire, 25 febbraio 2010
 
 Slitta a dopo le elezioni del 28 e 29 marzo la nuova nomina del Garante dei detenuti della Regione Lazio. Il Consiglio ha infatti chiuso i lavori senza arrivare a una decisione definitiva a causa della mancanza del numero legale, ribadita dopo una prima sospensione della seduta: tutto rimandato a dopo l’insediamento dei nuovi consiglieri.
Sulla questione, durante il dibattito in sede consiliare, si era aperta una spaccatura fra chi voleva il rinvio della votazione e chi voleva procedere comunque. La scelta doveva ricadere tra il garante uscente, Angiolo Marroni, e Antonio Marchesi. All’avvio della discussione, era stato richiesto dal consigliere del Pdl, Antonio Cicchetti, il rinvio della votazione ritenendo "inopportuna questa fretta. La carica di cui parliamo di solito viene affidata all’opposizione e non sappiamo" a quale schieramento apparterrà "dopo le elezioni di fine marzo. Sembra ci sia la volontà di occupare per un tempo che poi non è revocabile". Dello stesso parere anche Anna Pizzo, consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, che ha parlato di "un autogol per il centrosinistra, perché sembra che stiamo occupando il territorio in zona ultra-Cesarini".
Il Consiglio aveva invece ritenuto a maggioranza, tramite alzata di mano, di procedere con la nomina. La votazione si è quindi conclusa per la mancanza del numero legale: hanno votato in 23, 4 le schede bianche, 19 i voti che avrebbero voluto riconfermare Marroni. Il regolamento prevedeva infatti l’elezione a maggioranza assoluta.