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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/05/2016  -  stampato il 09/12/2016


Istituti penitenziari di Parma

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08577
presentato da
MAESTRI Patrizia
testo di
Mercoledì 4 maggio 2016, seduta n. 619

   PATRIZIA MAESTRI e ROMANINI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
   nelle scorse settimane le organizzazioni sindacali rappresentative degli agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria di stanza presso gli istituti penitenziari di Parma hanno, con forza, denunciato le gravi criticità nell'assicurare adeguati standard di sicurezza a causa dell'ormai insostenibile carenza di personale in servizio presso la struttura;
   sulla base dei dati forniti, a fronte di una pianta organica, definita con decreto ministeriale 27 giugno 2014, che prevedrebbe l'assegnazione di 461 unità, ne risulterebbero effettivamente in servizio solamente 300. Questo anche in conseguenza del fatto che 97 agenti sarebbero distaccati presso altre sedi del gruppo operativo mobile, anche da diversi anni;
   tale situazione viene quotidianamente affrontata con la richiesta al personale di uno sforzo e di un impegno che va ben oltre il semplice adempimento del dovere istituzionale e che denota un grande senso di responsabilità degli agenti, ma che tuttavia rischia di ingenerare situazioni di pressione e stress eccessivo non compatibili con il lavoro svolto e con la necessità di garantire un adeguato livello di sicurezza all'istituto. In specifico, si segnala che, in assenza del ricorso quotidiano al lavoro straordinario e alla revoca dei riposi settimanali, si rischierebbe di non garantire la regolarità dell'attività amministrativa finalizzata anche a garantire alla popolazione detenuta taluni servizi essenziali e i diritti ad essa riconosciuti;
   si rammenta in proposito che il carcere di Parma, oltre ad ospitare un reparto ospedaliero sempre attivo e funzionante (120 detenuti sono assegnati alla struttura proprio per questa ragione), accoglie detenuti che per oltre la metà afferiscono a circuiti di alta sicurezza (AS1 e AS3) e 41-bisoltre a detenuti sottoposti a grande sorveglianza per sicurezza attiva per rischio evasione o radicalizzazione politico-religiosa  –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione sopradescritta e denunciata con forza dalle organizzazioni sindacali di categoria e se non ritenga di avviare tutte le procedure necessarie a reintegrare il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria effettivamente in servizio presso gli istituti penitenziari di Parma. (5-08577)