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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/02/2010  -  stampato il 03/12/2016


Notizie in breve dal 20 al 26 febbraio

20 febbraio
Sassari segreto di Stato sui tempi di consegna del nuovo carcere

Impossibile venire a sapere quando il nuovo carcere in costruzione a Bancali potrà essere pronto per il trasferimento dei detenuti: tutto l’iter è coperto dal segreto di Stato. I lavori, iniziati nell’autunno 2007 e affidati a un’associazione di imprese con la Anemone capofila, si sarebbero dovuti concludere il 19 marzo, fra un mese. Ma l’andamento decisamente a rilento delle opere dovrebbe far slittare la consegna al 2011, nella più rosea delle previsioni.
La struttura, secondo il progetto, risulterà composta in due blocchi. Il primo agglomerato accoglierà le strutture di detenzione vere e proprie: la sezione circondariale (duecentocinquanta posti in tutto), la divisione di alta sicurezza (cento posti), il blocco detenzione femminile (quindici posti), il reparto infermeria, la chiesa, la sala polivalente, la palestra, la cucina, l’insieme dei laboratori e dei magazzini, la sezione dei prigionieri sotto protezione (cinquanta posti).
Il secondo blocco del carcere, accoglierà invece tutte le attività di supporto alla detenzione, dal controllo di accesso, alla caserma per gli agenti (ottanta posti), l’autorimessa, le centrali tecnologiche, la portineria, gli uffici della direzione, l’edificio che ospita i detenuti in semilibertà (quindici posti), sei alloggi di servizio. Il primo lotto dei lavori era stato finanziato con quaranta milioni di euro, ma per il completamento sono necessari altri trentun milioni di cui non si conosce la disponibilità.


22 febbraio
Vibo Valentia: detenuto extracomunitario evade dall’ospedale
Un extracomunitario di cui non si conoscono le generalità, detenuto presso il carcere di Vibo Valentia, è evaso allontanandosi dall’ospedale dove era stato accompagnato dagli agenti della polizia di Stato per una accertamento. L’uomo è riuscito a lanciarsi da una finestra. L’evasione è avvenuta nel primo pomeriggio di oggi.
Secondo i primi accertamenti, l’extracomunitario, dopo essere stato sottoposto ad accertamenti, avrebbe chiesto d’andare al bagno, ma quando gli agenti hanno bussato, non ha più risposto. Era appunto fuggito attraverso una finestra. Da quel momento viene assiduamente ricercato, ma al momento senza nessun esito.


23 febbraio
Da Fincantieri pronto un progetto di "carcere galleggiante"
Fincantieri ha ultimato il progetto per la realizzazione delle carceri galleggianti.
La piattaforma potrà ospitare dai 600 agli 800 detenuti, e la sua realizzazione è stimata in un tempo compreso tra i 12 e i 24 mesi. Anche il costo dell’opera è soggetto alla quantità di ponti, come quelli di una normale nave, che verranno costruiti. La piattaforma è studiata per essere ancorata alle banchine di una zona portuale, e, dunque, non in mare aperto.


23 febbraio
Corea Sud: inaugurato il primo "carcere di lusso" per stranieri
La Corea del Sud apre il primo carcere al mondo per detenuti stranieri che presenta più i caratteri di un residence con tutti i comfort, piuttosto che quelli di un luogo di detenzione. Agenti di polizia penitenziaria poliglotta, cibo occidentale e programmi Tv satellitare internazionale in quattro lingue: inglese, cinese, russo e arabo. In più, in piani di formazione professionale e conferenze sulla cultura coreana.
L’innovativa struttura del Cheonan Correctional Institution per cittadini stranieri di Cheonan, nella provincia meridionale di Chungcheong, a circa 90 chilometri da Seul, è stata presentata come la prima iniziativa del suo genere a livello mondiale, con una capacità massima di 1.230 detenuti e, per il ministero della Giustizia, ha l’obiettivo di trattare i detenuti in modo più umanitario, rispettando le diverse culture. E, soprattutto, seguendo una concezione moderna del carattere "correttivo della pena". Nel corso della cerimonia d’apertura, alla quale hanno preso parte anche diplomatici stranieri in Corea del Sud, il ministro della Giustizia, Lee Kwi-nam, ha promesso di trattare i detenuti stranieri nel carcere di Cheonan in modo umanitario, a prescindere da lingua, cultura o religione.


24 febbraio
Mantova: il carcere scoppia, detenuti alloggiati in sala colloqui
"Vorrei vedere il detenuto..." chiede l’avvocato. La risposta dell’agente: "Mi spiace, deve tornare, le sale colloquio sono occupate". Il motivo: nelle tre stanze del carcere adibite agli interrogatori con i magistrati e ai colloqui con avvocati e assistenti sociali erano parcheggiati tre detenuti in attesa di trovare un posto libero in cella.
L’episodio è accaduto giovedì scorso, in coincidenza con un blitz dei carabinieri e l’arresto di undici presunti spacciatori di droga. Sullo sfondo della vicenda ancora l’emergenza sovraffollamento in cui versa la casa circondariale di via Poma. Ieri le persone recluse nel carcere di Mantova erano 232, contro un tetto massimo di 180 previsto dal regolamento (il limite di capienza era di 130 detenuti fino a qualche anno fa). Il che, tradotto in qualità della vita, vuol dire fino a dodici-tredici detenuti in celle che a malapena ne conterrebbero otto, brande a castello da tre piani e materassi stesi sul pavimento parchè non c’è più una branda disponibile (e non ci sarebbe comunque spazio per sistemarla).


24 febbraio
Olanda: evade di prigione scavando un tunnel con un cucchiaio
Ha scavato un tunnel con un cucchiaio ed è scappata dal carcere dove scontava la sua pena per omicidio: protagonista dell''evasione da film è una detenuta della prigione di Breda, nel sud dell''Olanda, secondo quanto hanno fatto sapere i portavoce dell''istituto di detenzione.
Attualmente alla macchia, l''evasa, 35 anni, ha lasciato la prigione la notte tra sabato e domenica attraverso il tunnel di due metri circa che collegava la sua cella all''esterno e che si è scavata da sola con un cucchiaio da tavola.


25 febbraio
Francia: i detenuti rivogliono le carceri con gli scarafaggi al posto di queste super tecnologiche
In Francia i detenuti lamentano carceri troppo pulite, moderne e silenziose, insomma prive di umanità. Questa nuova generazione di prigioni, lanciate nel 2002 dall’ex ministro della giustizia francese Dominique Perben, doveva mettere fine a condizioni di detenzione drammatiche e sempre più spesso criticate dalla giustizia. Ma ora i detenuti, i loro avvocati e persino l’Osservatorio internazionale delle prigioni (Oip) parlano di "universi paranoici", "luoghi alla Kafka, con pareti grigie e tristi, dove ci si sente terribilmente soli".
Due detenuti si sono già suicidati dall’apertura della nuova prigione di Lione, la Lyon-Corbas, nel maggio del 2009 e 5 in quella di Mont-de-Marsan, nel sud della Francia, rileva Barbara Liaras dell’Oip: "Qui la sicurezza prevale sull’aspetto umano".
"A riprova che questi nuovi centri non sono riusciti a risolvere i problemi della detenzione - ha aggiunto un sorvegliante del carcere di Mont-de-Marsan - I detenuti sono certamente in celle individuali, dotate di doccia, ma si sentono ancora più soli". "Avevo lasciato un posto in cui c’era ancora umanità per andare in uno in cui non l’ho più trovata", ha raccontato un ex detenuto, Alain Cangina, intervistato dal quotidiano Liberation, descrivendo
il passaggio dalla vecchia e sporca prigione Saint-Joseph a quella moderna e pulita Lyon-Corbas. "A Saint-Joseph - ha continuato Cangina - era tutto vecchio e sporco. C’erano i topi, i piccioni. Ma almeno c’era vitalità. Ci hanno trasferito in una prigione pulita, senza ratti, né scarafaggi. Ma dopo qualche giorno, dietro la mia porta insonorizzata, credevo di impazzire". In queste nuove prigioni, alcune dotate di tv al plasma, tutte le porte si aprono in modo elettrico, a distanza. Tutto è automatico, non si vedono praticamente più i sorveglianti, ci sono i citofoni, gli altoparlanti, tutto è immenso, asettico, grigio. Per spostarsi da un posto all’altro ci sono decine di porte da attraversare: insomma, racconta l’avvocato di uno dei detenuti che si è suicidato a Mont-de-Marsan, Laure Darzacq, "sono luoghi senza speranza".


26 febbraio
Ucciso a colpi di pistola collega a Varcaturo nel napoletano
Si chiamava Marco Mazzocchi e avrebbe compiuto 45 anni il prossimo 9 marzo. E'' stato ucciso a colpi di pistola, due al viso e uno al petto.
Assistente capo di polizia penitenziaria e in servizio al carcere femminile di Pozzuoli, secondo una primissima ricostruzione della polizia, Mazzocchi si stava recando a lavoro. Dopo una prima segnalazione anonima al 113, la polizia è stata avvertita anche dalla nipote dell''uomo. Mazzocchi sembra vivesse in quel parco con la sorella. La vittima è stata colpita con un colpo al petto e due al viso.