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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/05/2016  -  stampato il 08/12/2016


Sovraffollamento penitenziario: quando la matematica diventa opinione

Sovraffollamento, sovraffollamento e ancora sovraffollamento. Un’unica parolina che ha condizionato, anzi, monopolizzato, l’attività del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria negli ultimi anni e che ancora oggi fa gridare allo “scandalo” per i quattromila detenuti in più - 3.950 per l’esattezza - rispetto alla capienza delle carceri italiane, nonostante le rassicurazioni del Ministro Orlando e dei vertici del DAP che cercano di dire a tutti che l’emergenza è finita.

Ma cosa significa “sovraffollamento”? Tecnicamente vuol dire che in un dato carcere ci sono rinchiusi più detenuti di quanti ne possa contenere. Un concetto talmente semplice che il DAP è riuscito a monitorarlo solo dal 2015 o, per meglio dire, a rappresentarlo alla politica, in particolare quella europea.

Il dato di partenza, dunque, è la conta dei detenuti presenti: e quella è facile; ma questi numeri, poi, bisogna confrontarli con la capienza di ogni carcere, e questo è un po’ più difficile perché la capienza non è sempre un dato “certo”, ma soggetto a molti fattori. Si prenda ad esempio il carcere di Latina. Il carcere di Latina è il più sovraffollato d’Italia - dati di marzo 2016 - con una percentuale di sovraffollamento del 189,47% dei detenuti previsti.

Un’emergenza? Neanche per sogno. Semplicemente i detenuti previsti sono di molto inferiori a quelli che il carcere potrebbe accogliere ed infatti nessuna delle persone ristrette a Latina, a quanto ci è dato sapere, ha a disposizione meno di tre metri quadri nella sua camera detentiva, quando vi soggiorna. Qualcuno del DAP, in qualche giorno che ormai si è perso nelle nebbie del tempo, ha deciso che il carcere di Latina poteva contenere 76 persone detenute: amen!

Se a Latina la stima è stata fatta per difetto, è logico supporre che tra i circa duecento penitenziari italiani ci sia stata qualche altra stima per eccesso e, pertanto, ci si deve affidare ad un dato arbitrariamente fornito dal DAP, senza alcun riscontro oggettivo. Quindi, è lecito supporre che i dati diffusi dal DAP non rispecchiano perfettamente la realtà.

Ci sono poi da considerare gli spazi detentivi temporaneamente indisponibili, che il DAP si guarda bene dal rendere pubblici, perché così sarebbe ancora più complicato raccontare a tutti che l’emergenza è superata. Di tutti i 49.545 posti letto disponibili comunicati a marzo, vogliamo scommettere che ce n’è almeno uno non disponibile?

Fino a qui, semplici considerazioni alla portata di tutti, ma cosa dire allora del vero dato del sovraffollamento delle carceri italiane?

In Italia, infatti, ci sono 8.420 detenuti in più rispetto alla capienza detentiva massima e dimostrarlo è semplicissimo. A marzo 2016 abbiamo 53.495 detenuti per 49.545 posti detentivi. Da un semplice calcolo, abbiamo 3.950 detenuti in più rispetto alla capienza massima.

Ma questo non è totalmente vero. Questo è solo il risultato di un dato nazionale aggregato. Se andiamo a verificare i dati di ogni istituto penitenziario i conti sono ben altri. Mi spiego meglio ... se Agrigento ospita 382 detenuti su 276 posti, ne consegue che ci sono 106 detenuti in più. E questi 106 li dobbiamo sommare a tutti quelli che sono in una condizione analoga. Non è che, siccome ad Alghero ci sono 62 detenuti presenti su 157 posti, allora i 106 di Agrigento diminuiscono e stanno più larghi ... E’ una banalissima considerazione che però il DAP non riesce (o molto più probabilmente non vuole) a comprendere. Anche il Garante Nazionale dei detenuti, il Prof. Mauro Palma, lo ha affermato il giorno dopo del comunicato con cui Orlando dichiarava superata l’emergenza sovraffollamento: “ ...nella realtà le persone presenti dovrebbero essere meno della capienza teorica. Per intenderci, se ho 100 posti a un femminile e 70 donne dentro, non è che se ho l’esigenza di trovare un posto a 30 detenuti maschi li posso mettere lì.”

Se sommiamo i numeri di casi simili a quelli del carcere di Agrigento, arriviamo appunto agli ottomilaquattrocentoventi detenuti in più rispetto alla somma dei posti detentivi disponibili nelle carceri italiane.

Sovraffollamento? Un problema ben lungi dall’essere superato, senza considerare il fatto che la presenza delle persone detenute nelle carceri italiane è tornato ad aumentare e i dati di aprile che saranno pubblicati a giorni confermeranno la preoccupante inversione di tendenza.

Ci sarebbe poi un’altra ultima considerazione da fare sui calcoli del sovraffollamento, ma per il momento non la riportiamo perchè, forse il DAP e il Ministro Orlando non sono ancora pronti ad affrontarla.

 

I dati sul sovraffollamento delle carceri diffusi dal DAP sono "fasulli" ... e vi spiego il perché