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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/03/2010  -  stampato il 09/12/2016


Facciamo partire il Piano Carceri

La situazione penitenziaria italiana si sta aggravando ogni giorno di più, come attestano i 66.288 detenuti che alla data del 20 febbraio 2010 affollavano i 206 istituti italiani.

In questo contesto è necessario avere garanzie che il Piano carceri del Governo trovi una prima urgente applicazione nelle parti in cui si prevedono interventi normativi che permettano l’assunzione di 2mila Agenti di Polizia Penitenziaria e l’introduzione della possibilità di detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e di messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità. Inoltre, sarebbe opportuno accelerare sulla auspicata previsione normativa di espulsione per i detenuti stranieri in Italia, in modo da far scontare loro la pena nei penitenziari dei Paesi di provenienza.

Auguro, poi, che la condivisibile richiesta che il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, ha inviato al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di istituire una sede di confronto in cui perseguire l’obiettivo di armonizzare i provvedimenti in corso e gli altri urgenti finalizzati all’ampliamento della carceri e alla realizzazione di nuovi padiglioni venga recepita. Per chi è distratto, ricordo che sono quattro i pilastri su cui poggia il Piano carceri approvato il 13 gennaio scorso dal Consiglio dei Ministri con il quale il Governo intende risolvere i problemi di sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani.

• La dichiarazione dello stato d’emergenza fino a tutto il 2010;

• interventi di edilizia penitenziaria per la costruzione di 47 nuovi padiglioni e 18 nuovi istituti secondo il modello L’Aquila, con la predisposizione di oltre 21mila posti in più che porteranno la capienza totale a 80mila unità;

• interventi normativi che introducono la possibilità della detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e la messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità;

• assunzione di 2000 nuovi agenti di Polizia Penitenziaria più la previsione di ulteriori 1.800 unità per sopperire al turn over dei pensionamenti nel Corpo.

Per quanto concerne le assunzioni nella Polizia Penitenziaria, il Capo del DAP Ionta ha precisato che, secondo le indicazioni dell’art. 2 comma 212 della legge finanziaria 2010, è prevista l’assunzione di 2.000 unità di Polizia Penitenziaria, i cui tempi devono necessariamente calibrarsi sull’andamento progressivo dello stato delle costruzioni dei nuovi edifici o padiglioni penitenziari. Oltre all’assunzione di 2000 nuove unità, il Capo del DAP ritiene che occorra supplire al fisiologico turn over determinato dai posti resi vacanti dal personale che lascia il servizio per raggiunti limiti di età.

Nell’arco dei prossimi tre anni, ha spiegato, si prevede un turn over di circa 800 unità in meno all’anno: la previsione, quindi, è di supplire tale carenza con la possibilità di assumere ulteriori 1.800 unità di Polizia Penitenziaria.

I tempi di assunzione di nuovo personale saranno ridotti rispetto alle ordinarie procedure di reclutamento tramite concorso pubblico, in quanto per almeno mille unità si potrà attingere utilizzando la graduatoria degli idonei non vincitori del concorso per VFP1 pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 10 ottobre 2008 mentre sarà necessario bandire un nuovo concorso per l’assunzione delle rimanenti mille unità.

Per accelerare ulteriormente l’immissione in servizio delle nuove unità di personale, l’attuale durata di dodici mesi di formazione sarà ridotta a sei mesi, dagli attuali dodici mesi. Lo abbiamo sempre sostenuto e più volte scritto sui lanci della nostra Agenzia di Stampa Sappeinforma lo ribadiamo oggi: Gutta cavat lapidem, ovvero la goccia scava la roccia. Finalmente hanno trovato un primo riscontro concreto le nostre continue, sistematiche sollecitazioni ad assumere nuovo personale di Polizia Penitenziaria, atteso che già oggi il Corpo è carente di ben 5mila unità, ed a ripensare il sistema carcerario del Paese.

Abbiamo espresso apprezzamento al piano carceri del Ministro della Giustizia Angelino Alfano e del Governo. Giudizio analogo abbiamo espresso in occasione della relazione sullo stato della giustizia che il Ministro Guardasigilli ha tenuto al Senato della Repubblica.

Bene, è giunta l’ora che questo benedetto Piano Carceri decolli e si inizi a vedere i primi riscontri per alleggerire le tensioni che si stanno sempre più creando all’interno degli istituti penitenziari italiani.

Secondo noi è ora di passare dalle parole ai fatti, senza perdere altro tempo, prezioso, per noi operatori e per la sicurezza delle nostre carceri