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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/05/2016  -  stampato il 06/12/2016


Rapporti Informativi del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria: un’occasione per scegliere di motivare il personale

In questi mesi, quale routine di ordinaria amministrazione, accade che ciascun poliziotto penitenziario viene chiamato dalla segreteria del proprio istituto d’appartenenza per firmare il giudizio complessivo dell’anno precedente, quella che ormai nel passaparola comune quasi tutti chiamano “classifica di fine anno”.

In questo periodo, in base al voto finale notificato c’è chi rimane soddisfatto, chi insoddisfatto, chi sperava invece in un miglioramento con un punteggio più alto, eccetera.

La redazione dei rapporti informativi, è uno step di particolare importanza e senza dubbio si dovrebbe delineare come un’occasione per motivare il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, visto il difficile servizio che ogni giorno si trova a svolgere.

A tal proposito, si richiama l’art. 44, comma 4 del decreto legislativo n. 443/92, che recita testualmente come “i rapporti informativi sono volti a delineare la complessiva personalità dell’appartenente al Corpo”, pertanto si può ben affermare come per nessun motivo gli stessi possano essere utilizzati come strumenti che abbiano direttamente il fine di sanzionare eventuali carenze nell’espletamento delle mansioni.

In più occasioni il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha tenuto a sottolineare che la redazione dei rapporti informativi mira principalmente ad evidenziare le abilità, le competenze e le attitudini che il dipendente possiede riconoscendo, contestualmente, anche l’impegno mostrato nell’assolvere il servizio cui è chiamato a svolgere.

Ecco, come a memoria di quanto detto, ogniqualvolta che un poliziotto penitenziario si ritrova a prendere atto del proprio giudizio complessivo di fine anno deve riuscire davvero a comprendere quanto espresso nei suoi confronti e trarre, allo stesso tempo, un vero incoraggiamento personale per  garantire nel tempo un costante impegno nel lavoro.

Il voto finale deve essere il risultato di un percorso istruttorio ampio, con la raccolta di tutti gli apprezzamenti espressi da coloro che possono contribuire ad esprimere un giudizio sulle qualità professionali, intellettuali e culturali del dipendente, in modo tale da non tralasciare nessun aspetto.

Inoltre, proprio le stesse circolari dell’Amministrazione Penitenziaria, ribadiscono come una valutazione negativa deve essere motivata e per nessun motivo generica, al fine di consentire al dipendente di capire davvero come migliorare il proprio contributo.

Il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, in ogni occasione deve essere apprezzato per le mansioni che ogni giorno svolge, pertanto, in questo contesto anche il rapporto informativo contribuisce ad integrarsi con tutta una serie di sfaccettature che, inevitabilmente, sono necessarie, se non indispensabili, per poter incentivare il poliziotto penitenziario a svolgere le proprie mansioni con maggiore soddisfazione.