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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/05/2016  -  stampato il 04/12/2016


Personale che tiene in ostaggio il DAP e DAP che tiene in ostaggio il Personale

Nell’uso comune, si definisce “ostaggio” chiunque sia preso e trattenuto con la forza da banditi, rapinatori, dirottatori, terroristi, carcerati o da una fazione in lotta contro un’altra, come garanzia di incolumità o impunità, come mezzo di ricatto o, comunque, per essere usato come difesa.

Secondo me ci si può appropriare di questa locuzione in quanto anche nella nostra Amministrazione vi sono dei personaggi, più o meno noti, più o meni “nascosti”,  che tengono in ostaggio l'intero DAP.

Allo stesso tempo, anche parecchio personale impiegato presso il DAP è “ostaggio” del DAP stesso.

So che queste parole possano sembrare una farneticazione, eppure non è così.

A chi mi riferisco?

Per quanto riguarda il personale che tiene in ostaggio il DAP, mi riferisco ad una categoria eterogenea, eppure numerosa, composta da Poliziotti penitenziari e personale civile, che coltiva il proprio orticello senza curarsi di chi sta intorno e soprattutto senza rendersi conto che, in fondo, fa parte di un’unica organizzazione che dovrebbe agire per il benessere collettivo.

Perché prima o poi, continuando a coltivare solo e sempre gli interessi strettamente personali a discapito del funzionamento degli altri Uffici e, soprattutto, infischiandosene dei problemi della periferia, l'intera organizzazione collassa e a farne le spese saranno anche loro.

Per fare un esempio di chi tiene in "ostaggio” il DAP in vario modo, mi vengono in mente tutti coloro che, recentemente, sono risultati vincitori di concorsi (es.: il concorso per i ruoli tecnici) e, pur dovendo ricoprire un posto di servizio diverso da quello che fino ad allora hanno assunto, continuano ad essere richiamati dal Dipartimento, con fantasiosi ed improbabili “escamotage”, per lavorare nella propria vecchia mansione, magari a giornate alterne, nonostante stiano frequentando un corso di formazione specifico per il concorso a cui hanno scelto di partecipare.

Che senso ha tutto ciò? Che senso ha partecipare ad un concorso così specifico, vincerlo, e poi tornare a svolgere il proprio lavoro che non c'entra nulla con quello del concorso?

Certo, è legittimo aspirare ad una qualifica migliore, ad una retribuzione migliore, ma se il DAP ha così bisogno di certe persone, tanto da richiamarli e distoglierli dal corso di formazione (che per altro, ha un costo per l'amministrazione stessa: non è gratuito ...), i casi sono due: o il DAP non è un'organizzazione in grado di pianificare un affiancamento e una futura sostituzione di una singola persona (e di questo si dovrebbe chiederne il conto in primis al Direttore responsabile di quella specifica unità), oppure siamo di fronte ad un patto, ad un accordo, a ... chiamatelo come volete, ma sicuramente a qualcosa che non fa gli interessi dell'intera Amministrazione e che di sicuro non è corretto per chi ha partecipato allo stesso concorso e magari sarà anche trasferito per ricoprire, giustamente, l'incarico nel nuovo ruolo.

Questo per quanto riguarda il DAP come "vittima", ma quand'è che il DAP diventa "carnefice" e tiene in ostaggio il Personale? Volete un esempio?

Ecco, prendiamo per esempio tutti quei Poliziotti che sono arrivati più o meno "legittimamente" al DAP (quando al DAP le piante organiche nemmeno erano previste) e che, da anni, e forse sarebbe più calzante dire da decenni, per i quali nessuno si cura di sanare la posizione alquanto ridicola.

Ora che le piante organiche del DAP sono state individuate (chissà con quali criteri ...), cosa ne dobbiamo fare di una persona distaccata da venti anni (si, perché ci sono persone il cui distacco dal carcere è iniziato più di venti anni fa)? 

Gli facciamo fare un esamino? Un colloquino? Oppure un buffetto sulla guancia e lo rispediamo alla sua sede "effettiva"?

E cosa è disposto a fare o subire una persona in questa situazione? Possiamo pensare che sia disposta a chiudere un occhio su qualche provvedimento illegittimo? Possiamo pensare che sia disposto a voltarsi dall'altra parte quando un collega o un Dirigente commettono una scorrettezza? Possiamo pensare che siano disposti a fare traslochi, buttare la spazzatura o scorrazzare come autisti il proprio “prezioso” Dirigente di turno (che lo ricambia con il rinnovo del distacco) anche in vacanza?

La situazione non è facilmente risolvibile perché da un lato il DAP viene tenuto in ostaggio da persone "insostituibili" e dall'altro il DAP sfrutta una situazione che fa comodo a tante, troppe persone.

So già che ci sarà qualcuno che protesterà calorosamente per queste mie parole, ma probabilmente saranno quelli che più di tutti questo sistema lo sfruttano o, per meglio dire, lo subiscono, anche se ancora non se ne sono resi conto.

Ovviamente a farne le spese non sono né gli uni né gli altri.

Ognuna delle due parti trae il maggior profitto da diversi gradi di precarietà che iniziano dal “Corridoio magico del Capo DAP” e raggiungono il punto più basso, nelle sezioni delle carceri.

Meditate gente,  meditate ...

 

 

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