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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/05/2016  -  stampato il 11/12/2016


Quando in carcere scoppia la passione per lo studio della legge

Fatemi capire una cosa. Aiutatemi, sono un uomo qualunque …

Leggo di detenuti che hanno diritto a vivere in ambienti più confortevoli e presentano ricorsi a qualunque Tribunale possibile e immaginabile.

Leggo di iniziative di  magistrati fuori ruolo, oggi assisi in poltrone politiche ma con la carriera da magistrato che avanza automaticamente, che si stracciano le vesti per il diritto alla sessualità dei detenuti.

Osservo le belle iniziative di associazioni che denunciano l’impossibilità dei detenuti di esercitare il loro ruolo paterno.

Ascolto le denunce di ergastolani che vabbé, hanno ucciso altre persone e non vogliono in alcun modo chiarire vicende in cui sono coinvolti altri loro complici mafiosi, ma scrivono libri rivendicando il loro diritto a vivere pienamente la loro vita fuori dal carcere in permesso premio.

Verifico che, effettivamente, una volta usciti dal carcere dopo una condanna per stupro, per omicidio, per strage, alcune persone non riescono a trovare facilmente un impiego fisso e ben remunerato.

Vengo a sapere di carcerati che si laureano in carcere in giurisprudenza, acclamati dai docenti e dalla stampa per le loro dissertazioni sul Diritto.

Ma fatemi capire …

Ma prima di finire in carcere, dov’era questa loro passione per il diritto e questo amore per le leggi?

Vuoi vedere che forse un po’ di carcere fa bene a certa gente?