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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/05/2016  -  stampato il 11/12/2016


Nucleo Traduzioni e Piantonamenti: i servizi da svolgere aumentano mentre il numero dei poliziotti impiegati rimane lo stesso

E’ inevitabile affermare come, nel tempo, i servizi da svolgere da parte del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che operano nei Nuclei di Traduzione e Piantonamenti NTP, siano particolarmente aumentati.

Ognuno di noi ben conosce poi, come i servizi in questione, siano tra i più svariati come visite ambulatoriali, piantonamenti ospedalieri, colloqui con familiari detenuti, udienze in tribunale, permessi con scorta, traduzioni in altro istituto eccetera….

A questo punto, alla domanda del tipo: “cosa accade quando il personale di suddetti Nuclei, risulta essere carente, perché non è cresciuto di pari passo con l’aumentare dei servizi demandati?”

Ecco che inevitabilmente per ricoprire tutti i servizi, si ricorre all’impiego del personale del Corpo che lavora presso gli istituti penitenziari adiacenti i Nuclei.

Si pensi, ad esempio, quando escono più piantonamenti ospedalieri: il personale del Nucleo di certo non riuscirebbe mai a garantire tutti i piantonamenti, spesso in luoghi di cura differenti, anche distanti, con esigenze operative diverse, con tempistiche di ricovero brevi/lunghi eccetera, contestualmente alla quotidianità dei servizi cui è chiamato a ricoprire.

Probabilmente, laddove il personale dei Nuclei di Traduzione e Piantonamenti riuscisse ad ottenere organici più sostanziosi, si eviterebbe il continuo ricorso all’utilizzo del personale del Corpo, in servizio presso le carceri, che altrettanto viene già ad essere impiegato nei servizi più svariati propri dell’attività di vigilanza e sicurezza all’interno delle mura penitenziarie.

Il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti svolge compiti particolarmente delicati per i quali ben venga il crescere dei servizi, di pari passo, ad ogni modo sarebbe quanto più auspicabile un numero adeguato di poliziotti penitenziari così da poter garantire al meglio il buon andamento nell'espletamento delle mansioni demandate.

D’altronde, se già tra le mura, gestire una sezione, risulta essere un servizio complesso ed articolato che merita la massima attenzione, ancor di più lo è il lavorare all’esterno, proprio perché, si “esce” dal carcere e si lavora su “strada” a contatto con la società esterna dove ancor di più possono verificarsi criticità importanti.

In tale ambito, attenta e scrupolosa deve essere la formazione e l’aggiornamento del personale di Polizia Penitenziaria che viene impiegato nei suddetti Nuclei, perché lavorare all’esterno comporta di conseguenza il ritrovarsi in un contesto altamente delicato che richiede, sempre, un costante addestramento per poter meglio fronteggiare ogni evento: “questo significa poter lavorare in sicurezza, ottemperando al meglio ai propri compiti istituzionali.”