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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/07/2016  -  stampato il 05/12/2016


E'' il momento delle scelte, il momento di schierarsi!

Il SAPPE, ancora una volta, ha scelto di portare in piazza la protesta della Polizia Penitenziaria per “svegliare” le Autorità dal torpore nel quale da tempo vegeta il Corpo. Lunedì 23 maggio, in piazza con noi a Roma, davanti al Ministero della Giustizia in via Arenula, eravamo in tanti.

C’erano gli aspiranti Agenti idonei non vincitori dei precedenti concorsi nella Polizia Penitenziaria, costituiti in Comitato Spontaneo e scesi in piazza per chiedere l’assunzione al Ministro della Giustizia Andrea Orlando dopo la sospensione dell’ultimo concorso per 400 posti. C’erano i Funzionari, i Sovrintendenti e gli Ispettori del Corpo, scesi in strada a manifestare per chiedere di cancellare le sperequazioni in atto sulle progressioni di carriera con gli omologhi delle altre Forze di Polizia. C’era l’Associazione Memoria, che ricorda i Caduti delle Forze di Polizia e delle Forze dell’Ordine. E c’erano tanti poliziotti scesi anch’essi in piazza per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi dieci (10!) anni.

Tutti sotto le bandiere del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, primo Sindacato del Corpo, che ha organizzato la giornata di mobilitazione dei Baschi Azzurri. Tutti in piazza, davanti al Ministero della Giustizia, per chiedere attenzione politica a endemici problemi penitenziari, che meritano una risposta politica urgente e non più rinviabile. Per chiedere l’assunzione straordinaria di 1.000 nuovi Agenti, attingendo dalle graduatorie degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, specie dopo la sospensione dell’ultimo concorso per presunte infiltrazioni camorriste. In piazza per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro, fermo come detto da quasi 10 anni, e per una equiparazione delle carriere di tutte le Forze di Polizia, che oggi penalizza il Corpo di Polizia Penitenziaria: le carriere di Sovrintendenti, Ispettori e Commissari sono diverse da Corpo a Corpo e questo è assurdo.

Durante il presidio del SAPPE, al quale hanno portato la solidarietà Marco Moroni (SAPAF Corpo Forestale) e Antonio Brizzi (CONAPO Vigili del Fuoco), i manifestanti hanno osservato un minuto di raccoglimento per ricordare la strage di Capaci, con l’assassinio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Proprio il 23 maggio, infatti, si ricorda l’infame strage mafiosa del 1992. Una delegazione di manifestanti, guidata da Donato Capece, è stata stata poi ricevuta al Ministero della Giustizia dai dirigenti generali dell’Amministrazione Penitenziaria Massimo de Pascalis (Vice Capo DAP) e Pietro Buffa (Direttore Generale del Personale).

A loro sono state rappresentate le ragioni della protesta ed è stato consegnato un documento, che verrà sottoposto all’Autorità politica (il Ministro della Giustizia Orlando non era presente in sede proprio per la partecipazione, a Palermo, alla cerimonia commemorativa della strage di Capaci).

La nostra protesta ha avuto ampia eco sui giornali, e persino l’agenzia di stampa britannica REUTERS – molto seguita anche negli Stati Uniti e in Canada – ne ha parlato (per quanti fossero interessati, di seguito riportiamo il link dell’articolo in lingua inglese: http://www.reuters.com/article/usitaly-mafia-prisonguards.

E’ il momento delle scelte, è il momento di schierarsi. Scegli il SAPPE: dalla parte giusta. La Tua!