www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/05/2016  -  stampato il 25/02/2017


Quattordici anni di carriera ricostruita: Poliziotto penitenziario vince ricorso al TAR

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 14553 del 2015, proposto da:

S.C., rappresentato e difeso dall'avv. Fabio Monaco, con domicilio eletto presso il suo studio, in Roma, Via Filippo Ermini, 68;

contro

Ministero della Giustizia;

nei confronti di

W.V.;

per l'ottemperanza

del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 13082/14.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 gennaio 2016 il dott. Fabio Mattei e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con atto (n. 4553/2015) il sig. S.C. ha adito questo Tribunale per esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 13082/2014 che ha accolto il ricorso proposto avverso il decreto ministeriale in data 25 giugno 2001, che aveva disposto la sua esclusione dal concorso pubblico per l'assunzione nel Corpo della Polizia Penitenziaria, nonché degli ulteriori provvedimenti, ivi specificamente indicati, con condanna dell'Amministrazione penitenziaria al pagamento delle spese di giudizio.

Espone di aver prestare servizio nel predetto Corpo da quattordici anni, a seguito dell'accoglimento della misura cautelare, disposto con ordinanza n. 6511/2001, ma di non aver potuto beneficiare di alcuna progressione di carriera a causa dell'assunzione con riserva disposta dall'Amministrazione, tenuto conto della pendenza del giudizio poi conclusosi con la succitata pronuncia di accoglimento.

Riferisce di aver intimato all'Amministrazione di appartenenza a seguito della sentenza n. 13082/2014, di procedere tempestivamente alla ricostruzione della sua carriera, con conseguente attribuzione del grado e dell'anzianità di servizio maturati, e di aver ricevuto comunicazione di proposizione di appello (rg. 4009/2015), allo stato pendente, ma sprovvisto di istanza cautelare di sospensione degli effetti della decisione di primo grado.

Chiede, pertanto, l'esecuzione della citata sentenza di questo Tribunale, anche mediante la nomina di un commissario ad acta, all'uopo deducendo:

a) violazione dell'art. 112, comma 1 c.p.a. e dell'art. 33, comma 2 c.p.a. per omesso scioglimento della riserva circa la sua assunzione susseguente alla sentenza di accoglimento n. n. 13082/2014, tenuto conto della immediata esecutività delle sentenze di primo grado non oggetto di sospensione cautelare.

Osserva, al fine del decidere, il Collegio che, ai sensi dell'art. 33, comma 2 c.p.a., le sentenze di primo grado sono esecutive e devono essere eseguite dall'Amministrazione, ex art. 112 c.p.a., mediante la proposizione del giudizio di ottemperanza di cui ai seguenti artt. 113 e 114 c.p.a. .

Nel caso in esame, la sentenza di primo grado non risulta essere stata oggetto di istanza cautelare di sospensione nell'ambito del giudizio di appello proposto dall'Amministrazione ministeriale intimata, la quale non si è costituita nella presente fase di giudizio, né ha contro dedotto alcunché in merito alle doglianze dedotte dal ricorrente.

Pertanto, il ricorso deve essere accolto con conseguente obbligo dell'Amministrazione ministeriale intimata di provvedere allo scioglimento della riserva opposta al ricorrente all'atto della sua assunzione, ed in particolare alla sua ricostruzione di carriera con riconoscimento ed attribuzione dei gradi e delle anzianità a lui spettanti, da eseguirsi entro il termine di 120 giorni dalla notificazione della presente sentenza.

In caso di mancato adempimento, ritiene di dover nominare fin d'ora commissario ad acta il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia o un suo delegato che provvederà ad adottare i provvedimenti di ricostruzione della carriera del dipendente con riconoscimento ed attribuzione dei gradi e delle anzianità a lui spettanti entro l'ulteriore termine di 120 giorni.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, ordinando all'Amministrazione ministeriale intimata di provvedere allo scioglimento della riserva opposta al ricorrente all'atto della sua assunzione ed in particolare alla sua ricostruzione di carriera con riconoscimento ed attribuzione dei gradi e delle anzianità a lui spettanti, entro il termine di 120 giorni dalla notificazione della presente sentenza.

In caso di mancato adempimento, nomina, fin d'ora, commissario ad acta il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia o un suo delegato che provvederà ad adottare i provvedimenti di ricostruzione della carriera del dipendente con riconoscimento ed attribuzione dei gradi e delle anzianità a lui spettanti entro l'ulteriore termine di 120 giorni.

Condanna l'Amministrazione intimata al pagamento, in favore del sig. S.C., delle spese di giudizio che liquida in complessivi Euro 1500,00 (millecinquecento/00).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:

Giampiero Lo Presti, Presidente FF

Donatella Scala, Consigliere

Fabio Mattei, Consigliere, Estensore